Se finora è mancata la volontà di combattere la corruzione, il clientelismo e i monopoli, la domanda che si pone oggi è: si può creare una nuova volontà politica? Un modello in cui il successo dipenda dalla meritocrazia e in cui il mercato non sia deformato dai privilegi del potere.
Oltre la deportazione e il carcere!
Rivolta di piazza e trasformazione politica
1.
Le grida di "Rama, dimettiti", "Rama in prigione", "Berisha in prigione" sono espressione di un malcontento accumulato negli anni. Testimoniano una profonda sfiducia che va oltre il potere: i cittadini non si fidano più dell'opposizione, dei media, delle élite economiche o delle élite universitarie/accademiche. In sostanza, oggi si contesta il funzionamento stesso del sistema.
2.
La diffusione della protesta nella diaspora rende questa realtà ancora più evidente. Non si tratta semplicemente di una decisione o di un progetto specifico; è una rivolta contro un modello di sviluppo che non produce opportunità per la maggioranza. Un modello che espelle migliaia di giovani ogni anno attraverso l'emigrazione e che viene percepito come un meccanismo che funziona bene per una minoranza, ma si è bloccato per il resto della società.
3.
Nell'aria si avverte l'urgente richiesta di cambiamento. Solo che il cambiamento non va confuso con la vendetta. Se le richieste di incarcerazione si trasformano in una richiesta di giustizia imposta dalla folla, rischiamo di tornare indietro nel tempo. L'Albania ha già sperimentato una logica in cui il nemico veniva dichiarato in piazza e la sentenza veniva emessa prima ancora che il tribunale si pronunciasse. Abbiamo pagato per decenni le conseguenze di quella cultura politica, costruendo il comunismo più brutale di tutto l'Est comunista.
4.
Pertanto, al di là della logica classica delle rivoluzioni storiche che fanno crollare tutto, spesso portando a una nuova arbitrarietà, il superamento di questa crisi richiede una profonda trasformazione istituzionale, non lo scioglimento dello Stato. Il vero cambiamento radicale non avviene quando le istituzioni vengono sostituite dalle piazze, ma quando vengono liberate dalla cattura politica e conquistano la fiducia dei cittadini, rafforzando lo stato di diritto.
Una celebre frase di John F. Kennedy rimane purtroppo attuale: "Chi rende impossibile la rivoluzione pacifica, rende inevitabile la rivoluzione violenta". È proprio da qui che deve iniziare la svolta.
5.
L'atteggiamento della maggioranza, che si accontenta di una dichiarazione formale secondo cui "il diritto di protestare è rispettato", contando i manifestanti e aspettando che il caldo, i Mondiali o la stanchezza li allontanino, è tanto ingenuo quanto pericoloso.
6.
Anche l'opposizione si trova di fronte a un messaggio chiaro. Per anni, a chi vota è stata offerta la scelta: o con l'uno o con l'altro. I manifestanti dicono: né con l'uno né con l'altro. Questo non significa che l'opposizione non abbia sollevato problemi reali o non abbia fatto forti denunce e proteste. Ma le proteste di queste due settimane dimostrano che esiste un ampio segmento di cittadini che non trova più rappresentanza tra gli attori politici esistenti. Ciò richiede riflessione, rinnovamento e la capacità di essere in sintonia con la situazione.
If until now there has been a lack of will to fight corruption, clientelism and monopolies, the question that arises today is: can a new political will be created? A model where success depends on meritocracy and where the market is not deformed by the privileges of power.
7.
The big question hanging over the squares is whether this street pressure will remain an amorphous pressure movement, or will it have the courage and maturity to take the form of a new political movement. History teaches us that revolt without organization simply recycles old elites. For this momentum not to be dissipated as the next wave, it must overcome the phase of rejection and return to structure: a new platform, born from below, that does not simply aim to replace names, but to transform the rules of the game and represent that Albania that today does not find itself in any existing logo. Whatever happens, the protest has already changed Albania.
8.
Reflection is also required from the economic elite. The debate is not whether to punish success or capital, but how fair the market is. When the gap between winners and losers widens alarmingly, the system risks imploding. Just as wild communism left its consequences, wild capitalism also has its social costs. Big business (oligarchs) must break away from its dependence on public tenders and political favors, orienting itself towards social responsibility, dignified wage increases and clean competition.
9.
Reflection is also required from universities and academia. In many of the most important public debates, the voice of expertise has been absent or has been weak. A society cannot rely only on politicians and analysts. The country also needs the critical thinking of researchers, professors and academic institutions, to offer scientific solutions to the demographic decline, as well as for electoral, territorial, economic and educational reforms.
10.
Citizens are fed up with the banal and endless debates in the media; they need information, not propaganda; analysis, not labeling. The media must return to its mission: investigation, fact-checking, and keeping power under scrutiny. It cannot be a government mouthpiece, nor a people's court that carries out digital lynchings.
11.
Of course, in every mass protest there is anger and emotions that sometimes go to extremes. But legitimate dissatisfaction cannot justify verbal violence or the lynching of anyone who thinks differently, even journalists identified as defenders of the government. Freedom of expression is the fundamental element that separates a civic protest from anarchy. Lynching is the opposite of peaceful protest.
12.
Il cambiamento non è mai stato facile; richiede pazienza, sacrificio e maturità. Ma oggi, la responsabilità principale ricade su coloro che detengono il potere decisionale. La storia dimostra che le grandi crisi non si risolvono aspettando che il tempo si plachi. Il messaggio di protesta per il cambiamento verrà recepito in tempo, o continueremo con il vecchio sistema, aspettando che la tempesta passi da sola?
*Oltre la prigione e la rassegnazione, l'Albania ha bisogno di un nuovo movimento politico - titolo dell'editoriale
Ja dhe Luti u zgjua nga gjumiiii..tani po kerkon me ngulm qe PD si force "sprovuar"te fuse duart ne taveeee..Po ik o luto se mbete studiove duke na dhe opinionet e tua te dhjera..Ik o Luto se me ca si ti Shqiperia dhe opozita eshte sot ne kete fare derexheje..
Luto gjiza si perher as mish as peshk