
Attacchi alle PMI: come vengono colpiti i pilastri dell'economia e perché questo è un rischio per tutti
In Albania, i cittadini sono spesso testimoni di una serie di azioni aggressive intraprese dalle istituzioni statali contro le piccole e medie imprese (PMI). L'ultima campagna, che riguarda territori e prodotti delle piccole imprese, solleva un interrogativo importante: si tratta di una tattica per colpire il segmento più vitale dell'economia nazionale?
PMI – La spina dorsale dell’economia
Nell'Unione Europea, le PMI rappresentano il 99,8% del numero di imprese e contribuiscono per oltre il 65% all'occupazione nel settore privato, nonché per circa il 56% al prodotto interno lordo (Commissione UE, 2023). Sono i principali motori dell'occupazione, dell'innovazione e della distribuzione della ricchezza. In Albania, il ruolo delle PMI è altrettanto vitale: il 98,1% delle imprese sono PMI (micro, piccole e medie imprese). Le PMI contribuiscono per circa il 72% all'occupazione e per il 60% al valore del prodotto interno lordo (INSTAT).
L'attacco alle PMI è più di un problema economico: è un attacco alla classe media della società, a persone che hanno costruito qualcosa di proprio con impegno e dedizione, spesso senza il sostegno delle istituzioni.
Perché lo Stato colpisce le PMI?
Le ragioni possibili sono diverse:
* Perché è più facile. Una piccola impresa non ha avvocati costosi o contatti politici per bloccare tagli fiscali, nuove leggi e altre minacce. Quindi è più facile demolire un negozio a conduzione familiare che un complesso costruito da un oligarca.
* Per ridurre il numero di PMI e favorire quelle grandi. Questa è una tattica familiare: i piccoli concorrenti vengono presi di mira per far posto a grandi gruppi con interessi legati al governo.
* Per distogliere l'attenzione. Quando la disoccupazione aumenta e i giovani lasciano il Paese ogni giorno, le rumorose operazioni mediatiche contro le piccole imprese distraggono l'attenzione del pubblico dai veri problemi.
Su cosa dovrebbe concentrarsi lo Stato?
Nel tentativo di affrontare i danni alle PMI, lo Stato dovrebbe concentrarsi su diversi aspetti chiave:
* Formalizzazione attraverso incentivi, non sanzioni. L'educazione fiscale e il supporto tecnico sono più efficaci di controlli e multe.
* Alleggerire il carico fiscale. Tasse elevate e burocrazia sono le principali cause dell'informalizzazione e della chiusura delle imprese.
* Sviluppare infrastrutture e accesso ai finanziamenti. Le PMI hanno bisogno di condizioni che le aiutino a crescere, non di barriere che le spingano al fallimento.
* Coinvolgimento nel processo decisionale. Le politiche di mercato non possono essere concepite esclusivamente in base alle richieste degli oligarchi. * Anche la voce delle piccole imprese deve essere ascoltata.
Quando una PMI crolla, non crolla solo un oggetto: viene distrutto un sogno, una fonte di sostentamento, un onesto contributo all'economia. Lo sviluppo urbano deve essere inclusivo e al servizio di tutti i cittadini, non uno strumento per distruggere quel poco di dignità che rimane alle piccole imprese albanesi.
Uno Stato che colpisce le PMI invece di sostenerle è uno Stato che ha perso la strada./ Opuscolo
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