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Ekonomi20 Tetor 2025, 22:20

L'economia globale resiste a Trump e ai dazi: l'intelligenza artificiale, il fattore sorpresa della stabilità!

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L'economia globale resiste a Trump e ai dazi: l'intelligenza
Foto di Getty Images

Economia mondiale dopo sei mesi di guerra commerciale: forte, oltre le aspettative

Sei mesi fa, quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dichiarò una guerra commerciale con un'aggressività senza precedenti, il mondo economico si aspettava un forte shock. I mercati finanziari prevedevano una profonda recessione, la fiducia dei consumatori statunitensi era crollata drasticamente e diversi indicatori "in tempo reale" avvertivano di un imminente rallentamento economico. Oggi, tuttavia, nonostante le tensioni con la Cina perdurino, le previste conseguenze catastrofiche non si sono materializzate.

Secondo un indicatore dell'attività economica elaborato da Goldman Sachs, dopo la flessione primaverile, l'economia globale sta crescendo a un ritmo paragonabile a quello precedente all'offensiva commerciale di Trump. Il PMI composito globale di JPMorgan, un indicatore rapido dell'attività economica, ha raggiunto il massimo degli ultimi 14 mesi ad agosto. Un'altra stima della Federal Reserve di Atlanta mostra che il PIL statunitense nel terzo trimestre del 2025 è cresciuto del 3,9% su base annua, una performance solida, sebbene si preveda un quarto trimestre più debole. Tra i paesi OCSE, solo la Finlandia è attualmente in recessione, rispetto agli otto paesi all'inizio del 2023. Le aspettative di crescita globale per il 2025 sono migliorate dal 2,2% di aprile al 2,6% di oggi, tornando ai livelli di inizio anno.

Questa resilienza economica è in parte dovuta al fatto che la guerra commerciale di Trump si è rivelata meno grave di quanto inizialmente previsto. Ad aprile, le nuove politiche suggerivano dazi effettivi fino al 28%. Oggi, dopo alcune riduzioni, le importazioni sono soggette a un'imposta media di poco superiore al 10%. Inoltre, una politica fiscale aggressiva, soprattutto negli Stati Uniti, ha favorito la domanda aggregata. Tuttavia, queste condizioni favorevoli potrebbero non durare: Trump potrebbe imporre nuovi dazi in qualsiasi momento e si prevede che molti governi inizieranno a ridurre i deficit di bilancio.

Nonostante ciò, i mercati finanziari rimangono ottimisti. Si prevede una stagione positiva degli utili aziendali nel terzo trimestre, dopo una crescita annua del 7% nel secondo trimestre. L'indice MSCI ACWI, che rappresenta i mercati azionari globali, è a livelli record. Le aziende "cicliche", che forniscono beni di consumo di uso quotidiano come veicoli o attrezzature per l'edilizia, stanno registrando performance migliori di quelle "difensive", un tipico segnale di espansione economica.

Molte preoccupazioni sull'economia globale sembrano più contenute di quanto appaiano a prima vista. Un timore è che gli investimenti nell'intelligenza artificiale, soprattutto nei data center, siano l'unica cosa che tiene a galla l'economia, e che un crollo di questa tecnologia sarebbe devastante. Questo sentimento è più diffuso negli Stati Uniti, dove gli investimenti in hardware e software hanno rappresentato il 40% della crescita del PIL lo scorso anno. Ma i dati mostrano che almeno due terzi di questi investimenti non sono correlati all'intelligenza artificiale. E al di fuori degli Stati Uniti non ci sono prove che la tecnologia stia stimolando la crescita economica.

La seconda preoccupazione riguarda l'occupazione. Negli Stati Uniti, la crescita dell'occupazione ha subito un rallentamento. Il prossimo rapporto sull'occupazione, sospeso a causa della chiusura delle attività governative, potrebbe mostrare una crescita quasi pari a zero. Alcuni attribuiscono questo fenomeno agli effetti dell'intelligenza artificiale, ma un nuovo studio dello Yale Budget Lab rileva che non si sono verificate interruzioni evidenti del mercato del lavoro dall'avvento di ChatGPT. In altri paesi dell'OCSE, l'occupazione rimane solida: solo nella prima metà dell'anno sono stati creati 3 milioni di posti di lavoro.

La terza preoccupazione riguarda la fiducia dei consumatori. Negli Stati Uniti, si è ripresa dai minimi di aprile e maggio, ma rimane ben al di sotto dei livelli pre-pandemici. A livello globale, l'incertezza sulla politica economica rimane elevata e le ricerche su Google della parola "dazi" continuano a essere elevate, segno che le politiche di Trump stanno ancora influenzando la percezione pubblica. Alcuni avevano avvertito che un crollo del mercato azionario tecnologico avrebbe peggiorato la situazione, ma, sei mesi dopo l'inizio dell'offensiva, l'economia globale sta mostrando una sorprendente resilienza alle crisi. / Tratto da "Pamphlet" di "The Economist"

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