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Editorial13 Dhjetor 2025, 15:43

I corrotti nei Balcani non possono essere amnistiati, signor Trump!

Shkruar nga David J. Kostelancik

I corrotti nei Balcani non possono essere amnistiati, signor Trump!

La decisione dell'amministrazione Trump di allentare o revocare le sanzioni contro personaggi screditati nei Balcani sta inviando un segnale forse sbagliato per la regione: la corruzione e la destabilizzazione non vengono punite, ma tollerate, se politicamente opportune.

La recente decisione dell'amministrazione Trump di revocare le restrizioni finanziarie e di viaggio imposte al leader serbo-bosniaco Milorad Dodik e ai suoi familiari nel 2022 ha riportato in primo piano la questione dello scopo e dell'efficacia delle sanzioni specificamente rivolte ai paesi dei Balcani.

Vale la pena analizzare la storia e l'utilità di questo strumento alla luce dell'attuale ritiro dell'impegno americano attivo nella regione, nonché delle conseguenze della negligenza degli Stati Uniti nei confronti degli alleati e dei partner dei Balcani.

Le prime sanzioni imposte ai paesi balcanici furono applicate dall'amministrazione Bush nel 2001 per contrastare la violenza destabilizzante e l'indebolimento degli accordi di pace degli anni '90. La portata e i risultati di queste sanzioni sono stati regolarmente rivisti, culminando in un ampio aggiornamento firmato dal presidente Biden nel giugno 2021 con l'Ordine Esecutivo 14033: "Blocco dei beni e divieto di ingresso negli Stati Uniti alle persone che sostengono la situazione destabilizzante nei Balcani occidentali".

Questo momento ha rappresentato il culmine di un'iniziativa quadriennale e interagenzia della prima amministrazione Trump volta a modernizzare il programma di sanzioni contro i Balcani. Per la prima volta, l'Ordine Esecutivo 14033 ha affrontato la corruzione endemica nei governi e nelle istituzioni dei Balcani occidentali.

Questo cambiamento è stato ampiamente accolto con favore nei Balcani, dove la denuncia da parte degli Stati Uniti dei politici corrotti è stata vista come la chiave per spezzare la spirale dell'impunità. Politici potenti avevano abusato del loro potere e bloccato le riforme attraverso reti clientelari, sostenute da paesi come la Russia, interessati a preservare lo status quo. L'Ordine Esecutivo 14033 ha aggiunto sanzioni finanziarie mirate a livello regionale all'arsenale statunitense per combattere questa fonte di instabilità.

Analogamente alle restrizioni sui visti basate sulla corruzione, in vigore da oltre 20 anni nei Balcani, questo strumento aveva lo scopo di supportare i leader regionali impegnati a favore della buona governance, rafforzare la società civile che esige trasparenza, incoraggiare i giornalisti investigativi che promuovono la responsabilità e accendere la speranza dei cittadini in un futuro migliore. Ad eccezione di Serbia e Bosnia, dove alcuni hanno ritenuto che i serbi di etnia serba fossero ingiustamente presi di mira, la copertura mediatica nella regione è stata positiva. Molte autorità regionali hanno sostenuto pienamente l'attuazione delle ordinanze e hanno collaborato ai programmi per i diritti umani e lo stato di diritto.

Un aiuto anche per gli stessi americani

These measures also helped the United States itself, by promoting a level playing field for American businesses that had invested or intended to invest in the region. By preventing corrupt officials from laundering illicit wealth in the United States at the expense of legitimate American businesses. And by strengthening American security commitments in the region through NATO membership and support for clean democratic and economic development, to enhance stability and the ability of countries to defend themselves.

The 2021 progress was reinforced by one of President Biden's last orders, Executive Order 14140, issued on January 8, 2025. This order amended Order 14033, expanding the scope of sanctions to include "attempt" as a basis for punishment, by focusing on leaders of sanctioned entities, including ownership or control by sanctioned persons or their spouses and adult children.

Even more significant was President Trump's decision, on June 24, 2025, to extend the validity of these orders for another year, as part of a mandatory periodic review to maintain the previous conditions, in support of peace, stability, and the fight against corruption in the Balkans.

Why this matters for America today

Sanctions targeting malign actors in the region, including those seeking to destabilize the situation, have been an important and effective tool for the United States to promote the change that the Western Balkans region desperately needs. Executive Order 14033 expanded this tool to punish a broader range of malign behaviors in the region, including corruption, misuse of public assets, misappropriation of private assets for personal or political gain, and bribery, the kinds of activities that have prevented American businesses from competing fairly for markets and investments.

By championing good governance and transparency, the US and EU have worked to integrate the region into European and Euro-Atlantic structures.

The United States has long been committed to promoting transparency, accountability, and good governance in the Balkans, in pursuit of the shared goal of a Europe whole, free, and at peace. It has supported the reforms required to integrate the region into European institutions and has challenged those who would seek a weak and divided region outside the transatlantic space.

The US has wanted a prosperous region, with a legitimate economic base and internal political stability, to counter unwanted pressures from Russia, China, and Iran. The authority to impose sanctions has been a key part of this commitment.

Lifting sanctions on people like Dodik, who are not friends of America but of Russia, means that Americans, at home and abroad, will pay long-term economic costs for giving a “free pass” to those who foment instability in the Balkans for personal gain. / Pamphlet

*David J. Kostelancik è stato nominato ambasciatore in Albania dall'amministrazione Biden, in sostituzione di Yuri Kim, ma il suo nome è rimasto bloccato al Senato.

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