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Dosja e zezë31 Tetor 2025, 11:32

Il ricatto di Edi Rama contro la Corte Costituzionale con le manette di Veliaj

Shkruar nga Pamfleti

 Il ricatto di Edi Rama contro la Corte Costituzionale con le manette di Veliaj

La comparizione di Veliaj, accompagnato dagli agenti penitenziari, in un'udienza di natura non penale, è stata interpretata come una dimostrazione della forza del governo nei confronti della Corte costituzionale e un chiaro avvertimento della decisione attesa...

Erion Veliaj è comparso oggi davanti alla Corte Costituzionale non come imputato, ma come sindaco che si è opposto alla decisione di licenziarlo. La sua vista ammanettata, accompagnata dalle guardie carcerarie, non è stata una procedura legale, ma un atto politico che viola la separazione dei poteri e invia segnali intimidatori alla magistratura.

In apparenza, l'udienza odierna alla Corte Costituzionale è stata semplicemente un processo istituzionale: Erion Veliaj, nel ruolo del sindaco di Tirana, si oppone al suo licenziamento, chiedendo un'interpretazione al massimo organo giudiziario. Ma il modo in cui si è presentato, accompagnato dalla polizia penitenziaria, ammanettato ed esposto davanti alle telecamere, ha trasformato questo evento in una chiara dimostrazione politica.

Invece di un clima ufficiale e calmo, il Paese ha assistito a una pressione esercitata sulla Corte costituzionale, che dovrebbe decidere il destino politico del sindaco, ma anche i limiti dei poteri del governo.

Veliaj non è un imputato, né un soggetto in stato di arresto per accuse di SPAK. In questo processo, è un partito costituzionale, un'istituzione che si rivolge a un'altra istituzione indipendente per l'interpretazione giuridica.

Tuttavia, il Ministero della Giustizia e la Polizia Penitenziaria lo hanno trattato come un normale detenuto, violando ogni protocollo che regola i rapporti tra le istituzioni.

Secondo le norme procedurali, una persona prelevata dalle celle di detenzione per essere processata viene consegnata ai rappresentanti legali o all'amministrazione del tribunale, senza essere accompagnata in uniforme all'interno dell'aula.

In questo caso, gli agenti penitenziari sono entrati nei locali della Corte costituzionale, trasformando la massima istituzione di giustizia in una scena simbolica di sottomissione.

Questo atto è più di un errore di protocollo: è un intervento diretto del governo nell'indipendenza della Corte costituzionale.

Fonti interne al sistema giudiziario confermano che il governo è indirettamente parte di questo processo, poiché la decisione di licenziare Veliaj è il frutto di uno scontro politico aperto tra la maggioranza e le strutture giudiziarie.

In questo contesto, presentarsi ammanettato davanti ai giudici della Corte costituzionale non è una coincidenza, ma un messaggio in codice: Rama vuole dimostrare che le decisioni dei tribunali non sono indipendenti, ma condizionate dalla volontà dell'esecutivo.

La mancanza di reazione da parte del Ministero della Giustizia non fa che confermarlo. L'istituzione che avrebbe dovuto chiarire le procedure nei casi in cui i rappresentanti delle istituzioni sono coinvolti in un processo non è intervenuta, chiarendo che tutto è stato fatto con coscienza politica.

In questo caso, lo Stato è diventato parte con la forza all'interno di un'istituzione che interpreta la legge stessa. Un atto che viola il principio fondamentale della separazione dei poteri e costituisce un precedente pericoloso per il futuro dell'indipendenza della magistratura.

Se l'intenzione di Rama era quella di intimidire l'organo giudiziario della Corte Costituzionale, allora il messaggio è stato recepito. Ma allo stesso tempo, questa azione ha reso ancora più visibile la crisi di fiducia tra i poteri, laddove il governo tenta di imporre la propria autorità sulla giustizia.

Per la prima volta, la Corte costituzionale è stata messa alla prova per tutelare non solo una questione giuridica, ma anche la propria integrità istituzionale.

Gli osservatori internazionali hanno interpretato questo evento come una flagrante violazione dei principi dello Stato di diritto. Un Paese che aspira all'integrazione europea non può permettere che un ministro o un primo ministro trasformi un processo costituzionale in uno strumento della propria propaganda politica.

In fondo, il caso Veliaj è solo un pretesto; in sostanza, abbiamo a che fare con uno scontro aperto tra giustizia e potere esecutivo, dove le catene non sono poste sull'individuo, ma sulla Costituzione stessa./ Opuscolo

shantazhi i edi ramës prangajt e veliajt

2 Komente

  1. B
    Bravo Pamfleti

    Saktë, por këta janë lëshu me i hangër kryt njeni tjetrit.

    1. e
      eda

      Burgu nuk e ven Veliajn engjell. Bashke me te gjatin e betonizuan Tiranen, shkaterruan cdo hapesire te gjelber. Nuk ja uroj kujt burgun, por keta e meritojne se lozen me shendetin e ketyre njerezve. Sa njerez kane ikur nga kjo bote se thithin gjithe kohes pluhurin e ndertuesve qe jane shperndare si kerpudhat pas shiut. Dhe sot gjithe mediat veliaj veliaj se akoma paguhen nga parate e vjedhura. Zgjohuni o njerez mendoni per jeten tuaj se Veliaj e ka zgjedhur vete rrugen e tij.

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