
Tajani ha fatto riferimento alla procedura già in corso per Albania, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia.
L'Unione Europea dovrebbe ammettere l'Ucraina il prima possibile? Questa è una domanda che finora è stata messa in secondo piano da altre questioni, come l'evoluzione della guerra e il sostegno altalenante degli Stati Uniti all'esercito di Volodymyr Zelensky. Tuttavia, nelle ultime settimane, il tema è diventato sempre più centrale e controverso.
Un diplomatico baltico, parlando in via non ufficiale, riassume la situazione in questo modo: " Finora molti Paesi si sono nascosti all'ombra del Primo Ministro ungherese Viktor Orbán, il più determinato oppositore dell'adesione dell'Ucraina all'UE. Ora saranno costretti a uscire allo scoperto".
Giovedì 29 maggio si è avuto un primo assaggio di questo scontro durante la discussione informale (il cosiddetto Gymnich) a Limassol, Cipro. Lettonia, Estonia, Lituania, Romania e Finlandia guidano il fronte che chiede un'accelerazione del processo. Italia, Spagna e Portogallo sono tra i paesi più cauti.
Zelensky chiede un'azione rapida: l'Ucraina nell'UE entro il 2027. Secondo fonti non ufficiali, per superare la resistenza degli scettici, il presidente ucraino avrebbe annunciato di essere pronto a rinunciare per alcuni anni ai fondi comunitari, in particolare quelli destinati all'agricoltura e alla coesione territoriale, che spetterebbero al suo Paese.
Il 21 maggio, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha proposto un'altra formula: l'"associazione" dell'Ucraina con l'Unione Europea, garantendole una quota di risorse finanziarie e, soprattutto, il sostegno militare previsto dal Trattato di Lisbona, sul modello dell'articolo 5 della Carta NATO, che prevede l'assistenza reciproca in caso di aggressione contro uno Stato membro.
Tuttavia, il modello proposto da Merz non concede agli ucraini la principale prerogativa politica: il diritto di voto nel Consiglio dei ministri dell'UE.
Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha dichiarato ieri : "La formula migliore è in fase di studio a livello europeo. Siamo favorevoli all'apertura di negoziati in vari settori per l'adesione dell'Ucraina. Daremo il nostro contributo, ma per noi i Balcani vengono prima di tutto".
Tajani ha fatto riferimento alla procedura già in corso per Albania, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia.
Le istituzioni di Bruxelles stanno esercitando pressioni affinché si prenda una decisione sull'Ucraina in occasione del prossimo Consiglio Affari Esteri, previsto per il 16 giugno. Ma raggiungere un compromesso non sarà facile, perché i criteri tecnici e giuridici si intrecciano con l'urgenza creata dalla guerra.
Il ministro degli Esteri lituano Kęstutis Budrys ha dichiarato al Corriere della Sera: " Non possiamo discutere dell'adesione dell'Ucraina all'UE dimenticandoci della guerra. Gli ucraini hanno incluso questo tema nella loro proposta di pace. Non ci basta? Allora discutiamone: quali proposte possiamo offrire nei negoziati? Quali obiettivi vogliamo raggiungere? Quali sono i rischi se i colloqui falliscono?".
Anche il suo omologo estone, Margus Tsahkna, ha espresso la stessa posizione: "Dobbiamo fare un passo avanti qualitativo. Dobbiamo mettere sul tavolo una proposta completa per l'Ucraina e per la guerra con la Russia".
Il problema principale è che il blocco baltico, sostenuto da alcuni paesi nordici e seguito con interesse dalla Romania e dalla nuova Ungheria "de-orbanizzata", cerca di dare priorità al conflitto piuttosto che alle conseguenze economiche dell'allargamento verso l'Ucraina.
D'altro canto, i paesi dell'Europa occidentale e meridionale, tra cui l'Italia, temono che un'espansione eccessivamente accelerata possa in seguito causare tensioni politiche e sociali tra i 28 Stati membri.
La situazione è ulteriormente complicata dalla posizione americana. Il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio, durante la riunione ministeriale della NATO del 22 maggio a Helsingborg, in Svezia, ha avvertito i partner europei che gli Stati Uniti considerano esauriti gli sforzi diplomatici con la Russia. In altre parole: i negoziati con Vladimir Putin dovrebbero essere condotti dall'Europa.
L'Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza continua a sottolineare che " noi europei non saremo mai semplici intermediari, perché siamo dalla parte degli ucraini".
«Se così fosse», ribattono i Paesi baltici, «non possiamo certo essere noi a indebolire la posizione di Kiev, ritardando o impedendo l'apertura delle nostre porte». / Adattato da «Pamphlet from “ Corriere della Sera”
E cfare pastaj, do i bejne gjemen Rusise! Europes e botes gjema i erdhi nga Trapi i Ameriqise sepse e kane mbytur Ameriken ne borxhe e nuk dine nga tia mbajne. E kane sjelle kohen qe te tere shtetet ne borxhe do i hapin botes probleme, per te mbuluar mutrat e tyre. E kishte fajin, lufta, e kishte fajin AI, e kishte fajin Bitcoin qe na moren ne qafe, do te thone. Keshtu faji mbetet qyrk.
Duhen zhdukur qelbesirat qe e shiten, shkaterruan Shqiperine Qe debuan rinine dhe ndryshuan permbajtjen e Shqiperise qe ishte homogjene dhe rrace ariane per te krijuar vend me konflikte ne te ardhmen Duhet denuar maksimalisht krye armiku e kryetradhetari i Shqiperise Nuk duhet lejuar qe armiku me i madh i Shqiperise qe po e shet copa copa te marre edhe meritat qe futi vendin ne BE KURRE !!!!
Futeni sa me shpejt shqiperine ne eu dhe kte kriminel ne burg.Te ikin njerezit nga shteti i kriminelit te gjejne lirine.Ky esht nje kriminel vrases qe fut shqiptaret neper call centera kriminale qe ka hapur dhe perdor polimutcin dhe polimutgjykatat per ti hapur profile kurvash punetoreve qe len punen dhe spranojne te punojne mish per top per kte vrases.per kto lloj gjallesash vetem hitleri dhe amerika e ka zgjidhjen.Ikni sa me shpejt dhe sa me larg shqiptare...te jetoni te lire