Dopo il "no" al referendum sulla Giustizia, Giorgia Meloni ha invocato una completa epurazione...
La ministra del Turismo italiana Daniela Santanch si è dimessa a seguito delle pressioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Dopo il "no" al referendum sulla Giustizia, Giorgia Meloni aveva invocato una "purga completa": da qui le dimissioni di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del Ministero della Giustizia, e del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove.
In una dichiarazione rilasciata martedì sera, Palazzo Chigi ha chiesto che, per analogia e nel rispetto delle norme istituzionali, anche la ministra del Turismo Daniela Santanchè prendesse una decisione simile. Quest'ultima, fino ad ora protetta dal governo nonostante i suoi problemi legali, e sopravvissuta a tre mozioni di sfiducia presentate dal centrosinistra, ha ignorato la richiesta di dimissioni avanzata da Meloni.
Ma una quarta mozione di sfiducia, presentata lunedì per destituirla, ha portato alle dimissioni del Ministro del Turismo. Le sue dimissioni, tuttavia, sono state accompagnate da una dichiarazione destinata a suscitare scalpore.
" Non voglio essere una vittima. La sconfitta al referendum non è stata colpa mia e la mia fedina penale è pulita ", si legge nella lettera di dimissioni.
Ha inoltre spiegato che il motivo per cui aveva lasciato l'incarico di Ministro del Turismo era dovuto unicamente a una richiesta di Meloni. Ha sottolineato che avrebbe acconsentito alla sua richiesta, ma ha aggiunto di non poter nascondere la sua delusione.
"Cara Giorgia, ti presento, come da te ufficialmente richiesto, le mie dimissioni dall'incarico di ministro che mi hai affidato e che credo di aver svolto al meglio e senza alcun impedimento. Ti ringrazio per il riconoscimento e la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni alla guida del Ministero del Turismo. Ho voluto (e spero che tu possa comprendere) chiarire pubblicamente che sei stata tu a chiedermi di lasciare questo incarico perché, come ho sempre detto, mi sarei dimesso solo su tua esplicita e pubblica richiesta. Ho voluto chiarire, per una questione di onore, che le mie dimissioni non sono dettate unicamente da una richiesta che il leader del mio partito ritiene utile e opportuna. Ho voluto, e voglio, sottolineare che ad oggi la mia fedina penale non è mai stata deferita alla magistratura."
Ieri, forse inaspettatamente (capirete il mio stato d'animo), vi ho espresso la mia riluttanza a dimettermi immediatamente, perché volevo che ciò fosse separato dai miei commenti sul referendum, perché non voglio essere vittima di una sconfitta che certamente non è stata colpa mia, visto il risultato in Lombardia e anche nel mio comune. Volevo inoltre che le mie dimissioni fossero separate dalla questione contingente e ben diversa che riguarda l'Onorevole Del Mastro, che sta anch'egli pagando un prezzo elevato. Chiarito questo, non ho difficoltà a dire "obbedisco" e a fare ciò che mi chiedete. Non vi nasconderò un po' di amarezza per l'esito del mio percorso ministeriale, ma nella mia vita mi sono abituato a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Mi interessa di più la nostra amicizia e il futuro del nostro movimento. Un caro saluto ," si legge nella lettera dell'ormai ex Ministro del Turismo.
-I problemi legali di Daniela Santanchè
Da tempo circolavano voci su una possibile uscita di Santanchè dal governo. Non tanto per le critiche relative alle sue quote in Twiga in Forte dei Marmi, che vendette immediatamente per evitare accuse di conflitto di interessi, o per la campagna pubblicitaria "Benvenuti a Meraviglia", che aveva suscitato polemiche in tutto il mondo, quanto per gravi problemi legali. Fu nel giugno 2023 che emerse la prima inchiesta, riguardante la dirigenza di Visibilia Editore e accuse di fallimento e falsificazione di bilancio. La Procura di Milano indagava sul fallimento di Visibilia e Ki Group dal novembre 2022, ma la notizia divenne pubblica in seguito a un'inchiesta del programma televisivo Report. L'ipotesi principale riguardava "contabilità inattendibile" a partire dal 2016, con l'accusa di aver ritardato l'emergere di una grave crisi finanziaria. Nel luglio 2023, la ministra Santanchè dichiarò di non aver mai ricevuto alcuna notifica di inchiesta e di aver appreso di essere oggetto di indagine dai media.
A questa indagine iniziale ne sono seguite altre: la ministra è stata presa di mira dai magistrati per presunta frode ai danni dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) (i dipendenti della sua azienda hanno continuato a lavorare nonostante percepissero l'indennità di disoccupazione) e lo scorso febbraio è emerso che era sotto inchiesta per sospetta collusione nel fallimento di Bioera spa, società del settore alimentare biologico già quotata in borsa, guidata da Santanchè fino al 2021 con il suo ex socio Canio Giovanni Mazzaro tra gli amministratori, e posta in liquidazione giudiziaria nel dicembre 2024 dalla sezione crisi d'impresa del Tribunale Civile di Milano.
Il nome di Santanchè compare anche nell'inchiesta sulla sospetta vendita della villa di Francesco Alberoni in Versilia, acquistata per 2,45 milioni di euro da Dimitri Kunz D'Asburgo, compagno di Daniela Santanchè, e Laura De Cicco, moglie del Presidente del Senato Ignazio La Russa. La villa è stata poi rivenduta nel giro di un'ora all'imprenditore Antonio Rapisarda per 3,45 milioni di euro. Secondo quanto riportato, la Guardia di Finanza è stata incaricata di indagare sul riciclaggio di denaro, sulla destinazione del guadagno di 1 milione di euro e sull'eventuale utilizzo di parte della somma per coprire i debiti di Visibilia.
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