
Il presidente serbo Aleksandar Vučić, temendo un'inchiesta aperta nei suoi confronti, ha negato le accuse di un giornalista croato secondo cui sarebbe stato coinvolto nel cosiddetto incidente del "safari di Sarajevo", in cui sarebbero stati coinvolti cecchini provenienti dall'Italia e da altri paesi che si sarebbero recati nella capitale bosniaca per sparare a civili disarmati, tra cui donne e bambini, per intrattenimento, in cambio di una grossa somma di denaro durante l'assedio degli anni '90.
" Non ho mai ucciso o ferito nessuno, né ho mai fatto nulla di simile", ha dichiarato Vučić ai media.
Il giornalista investigativo croato Domagoj Margetic ha presentato una denuncia alla Procura di Milano, sostenendo il coinvolgimento di Vucic. Secondo le presunte prove in suo possesso, Vucic, all'epoca giovane volontario, si trovava in una delle postazioni militari serbe a Sarajevo, da cui, secondo testimoni, cittadini stranieri e unità ultranazionaliste serbe sparavano e uccidevano civili. Vucic ha descritto le accuse come vergognose e vere e proprie menzogne.
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