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Rajoni dhe Bota11 Janar 2026, 19:05

La governance 'senza bussola' di Giorgia Meloni!

Shkruar nga Mario Lavia
La governance 'senza bussola' di Giorgia Meloni!
Giorgia Meloni

Nessuna idea per il futuro, poca attenzione all'economia, assurdità in politica estera, nessuna direzione politica per le riforme...

Non c'è una vera novità. C'è il solito nervosismo, le solite promesse vaghe, la collaudata dialettica. Dalla classica conferenza stampa di Giorgia Meloni: alla fine, non è rimasto nulla di concreto. Ma va detto: non è solo colpa sua. Le due ore di Meloni che esplodono una volta all'anno nell'Aula dei Gruppi Parlamentari sono un po' lo specchio della politica italiana.

Zero idee per il futuro, scarsa attenzione all'economia, assurdità in politica estera, nessuna direzione politica per le riforme. Cercando di tenere la voce bassa, il Primo Ministro è esploso più volte, casualmente, con Fanpage e Domani, due pubblicazioni poco amichevoli. Il resto dei giornalisti, con pochissime eccezioni, ha dato l'impressione, diciamo, di non voler provocare il Primo Ministro. Nessun graffio, solo qualche inchino.

Forse il format di questa conferenza stampa di inizio anno andrebbe davvero ripensato. Meno giornalisti, magari con qualche redattore, più occasioni di replica, meno inchini e più testardaggine. Certo, Giorgia stava annegando nella palude delle chiacchiere inutili, lo sa anche lei. Una politica di professione, ma questo lo si sa da anni.

Ma il rapporto dell'anno scorso era molto scarno, così come le idee in gioco. L'intero rapporto era pieno di "lo faremo", "ci stiamo lavorando" e "ne siamo pienamente consapevoli". Era chiaro che vi sentite molto forti politicamente, e giustamente, dato che non ci sono turbolenze incontrollabili all'interno della maggioranza, dagli attacchi di Salvini alle ansie della famiglia Berlusconi.

Per lei l'opposizione è evidentemente inesistente, e a giudicare da questo, non ha tutti i torti. Tanto che è pronta ad approvare la legge elettorale a maggioranza semplice. Sergio Mattarella? Non è certo amore, ma in generale il rapporto funziona.

Il problema non sono le parti sociali; anzi, alcune, come la CISL, sono dalla sua parte. Ha navigato le onde della politica internazionale, anche perché nessuno ha dipinto Donald Trump come una minaccia per gli equilibri globali: "Quando non sono d'accordo con lui, glielo dico". Come se fosse un problema personale e non la "questione" che sta mettendo il pianeta in una situazione senza precedenti. Poi, però, se ne esce con una frase inaspettata: "Dobbiamo parlare con la Russia".

Certo, è in parte il ruolo che deve interpretare. Sente di avere un grande futuro davanti a sé; certo, non dice di pensare al Quirinale, nascondendosi dietro una battuta divertente ("Vorrei essere pagata per lavorare con Fiorello") o alle elezioni anticipate, ma sembra non aver paura di nulla. Forse è anche in parte la facile illusione di onnipotenza di una donna che, stranamente, si ritrova con il Paese in mano, anche se non sa esattamente cosa farne. / Tratto da "Pamphlet" di "Linkiesta"

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