L'amministrazione Trump sta portando avanti un piano in 28 punti per porre fine alla guerra in Ucraina, che prevederebbe significative concessioni territoriali al Cremlino e limiterebbe l'esercito ucraino, una proposta "su misura per le specifiche di Mosca", secondo i funzionari ucraini, e che ha già causato forti attriti diplomatici a Kiev, Washington e Ankara.
Secondo un funzionario statunitense citato da Axios, il nuovo piano di Trump prevede la cessione alla Russia di parti dell'Ucraina orientale attualmente non controllate, in cambio di una garanzia di sicurezza da parte degli Stati Uniti per l'Ucraina e l'Europa contro future aggressioni russe.
Gli assi principali del piano Trump
Secondo i resoconti internazionali, il piano di pace in 28 punti prevede un cessate il fuoco immediato e un accordo di sicurezza sotto la supervisione degli Stati Uniti. L'Ucraina è invitata a riconoscere la sovranità russa sulla Crimea e sulle aree del Paese orientale sotto il controllo o l'influenza russa, in cambio di aiuti economici e garanzie di sicurezza americane.
Il piano prevede anche la limitazione delle forze militari ucraine a circa 400.000 soldati, la smilitarizzazione di alcune aree e il divieto di utilizzo di missili a lungo raggio. Come riportato dal Moscow Times, si sta valutando la creazione di un comitato internazionale di monitoraggio, che includerebbe osservatori americani e turchi.
La posizione di Zelensky e la necessità della leadership americana
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che il suo Paese è "pronto per la pace, ma non per la resa", sottolineando che qualsiasi accordo che comporti la perdita di sovranità "è inaccettabile". In un post sulla piattaforma Telegram, ha sottolineato che "la cosa principale per fermare lo spargimento di sangue e raggiungere una pace duratura è lavorare in coordinamento con tutti i nostri partner e che la leadership americana rimanga efficace e forte".
Zelensky ha anche osservato che solo gli Stati Uniti e il presidente Donald Trump "hanno abbastanza potere per porre fine a questa guerra". Dopo i suoi colloqui ad Ankara con Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che la Turchia ha proposto "diversi schemi" per lo svolgimento dei colloqui di pace, sottolineando l'importanza della mediazione turca.
La reazione di Mosca e le aspirazioni russe
La parte russa ha accolto il piano con riservato piacere. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che "non ci sono nuove iniziative ufficiali", ma i media russi hanno riferito che le proposte di Trump "si stanno muovendo nella giusta direzione".
I funzionari russi ritengono che il piano soddisfi i requisiti strategici di Mosca, garantendo la sicurezza dei territori acquisiti ed escludendo l'adesione dell'Ucraina alla NATO.
Allo stesso tempo, Mosca cerca di apparire disposta a impegnarsi nel dialogo, presentando il piano come una "base realistica per i negoziati di pace" che consentirà la stabilizzazione della regione alle condizioni imposte militarmente.
La posizione europea e britannica
L'Unione Europea è diffidente nei confronti del piano americano, affermando che nessun accordo può essere accettato se non garantisce la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina. Bruxelles sta inoltre intensificando la cooperazione in materia di difesa, promuovendo un piano per migliorare la mobilità militare in Europa.
Londra ha espresso sostegno all'iniziativa statunitense. Un portavoce del Ministero degli Esteri britannico ha affermato che "la Russia può farlo domani, ritirando le sue truppe e ponendo fine alla sua occupazione illegale", aggiungendo che il Regno Unito "condivide il desiderio del presidente Trump di porre fine a questa guerra barbarica".
Nonostante i disaccordi, fonti diplomatiche affermano che la rinascita della leadership americana e il coinvolgimento di paesi come la Turchia e la Gran Bretagna stanno alimentando le speranze di una de-escalation pacifica, sebbene i termini del piano siano considerati estremamente difficili da accettare per Kiev.
Pse ky biznesmeni i deshtuar disa here nuk i fal Putinit hotelet e veta por trojet e te tjereve!? Ore se mos i jep Putinit edhe Sazanin e Pashalimanin se paraja nuk njeh parim e moral. Dhe paturpesia me e madhe eshte qe kerkojne si femijet e vegjel karamelet ne dyqan Cmimin Nobel. Cjane keto turpe qe po ndodhin neper bote apo, kapitalismus dhjerokratus po diskreditohet e ne cdo vend eshte rrumpalle, qe te corientohen njerezia nga rrjepjet e bankave e kodosherite e sistemeve elektronike AI e bajga te tjera. Ja, keta birbot tane njeri shet detin e tjetri Gjadrin e lere me minierat e naften ne det e ne toke qe rrubaten nga cinezet e qenit e turqit ottomane. Oj t'emen e semes c'vete!?