
Venerdì Bruxelles avrebbe dovuto inviare una "lettera di diffida" all'Italia, segnando l'avvio formale di una procedura di infrazione in base alla quale Roma sarà accusata di possibili violazioni del diritto dell'UE...
Bruxelles invierà un avvertimento formale a Roma per le preoccupazioni che le ampie norme italiane sul "golden power" possano violare il diritto dell'UE. La Commissione europea ha criticato l'uso da parte dell'Italia delle norme sul "golden power", originariamente introdotte per controllare gli acquisti esteri di asset strategici italiani e per dare a Roma il diritto di imporre requisiti sulle transazioni ritenute rilevanti per la sicurezza nazionale.
Venerdì Bruxelles avrebbe dovuto inviare una "lettera di diffida" all'Italia, che segna l'avvio formale di una procedura di infrazione in base alla quale Roma sarà accusata di possibili violazioni del diritto dell'UE, hanno affermato funzionari europei.
Attraverso tale lettera, Bruxelles chiede informazioni all'Italia, dopodiché Roma deve inviare una risposta dettagliata.
Le regole del golden power, che conferiscono a Roma il diritto di bloccare potenzialmente gli acquisti esteri di asset italiani, sono state introdotte per la prima volta nel 2012 e si applicavano solo alle aziende di settori critici come difesa, energia, trasporti e comunicazioni.
Ma l'Italia ha poi ampliato i settori che rientravano nell'ambito di applicazione delle norme, tra cui quello bancario, sanitario e idrico.
Il governo del Primo Ministro italiano Giorgia Meloni ha utilizzato per la prima volta la regola d'oro a maggio per stabilire le condizioni per un'operazione nazionale proposta: l'offerta pubblica di acquisto da parte di UniCredit sulla più piccola concorrente Banco BPM.
Gli analisti hanno affermato che le norme, originariamente concepite come salvaguardia contro un forte afflusso di investimenti cinesi in Italia, si sono trasformate in uno strumento governativo per la gestione di importanti asset nazionali.
L'intervento del governo italiano nell'offerta di UniCredit per Banco BPM è avvenuto nel contesto degli sforzi della Commissione europea per incoraggiare il consolidamento del settore bancario dell'UE, nel tentativo di rilanciare l'economia in difficoltà del blocco.
Bruxelles è sempre più frustrata dalle reazioni ostili degli stati membri dell'UE al consolidamento, poiché ritiene che una rete di banche più piccole e più grandi sia essenziale per creare società di servizi finanziari competitive a livello globale, in grado di competere con i rivali americani.
A luglio, la Commissione ha inviato una lettera privata al governo italiano affermando che Bruxelles era giunta alla conclusione preliminare che Roma aveva violato la normativa UE sulle fusioni attraverso l'applicazione delle regole del golden power nell'offerta di UniCredit per Banco BPM.
UniCredit ha infine ritirato la sua offerta per Banco BPM dopo che il governo ha imposto diverse condizioni all'accordo proposto. L'avvertimento ufficiale della Commissione giunge nel contesto delle discussioni in corso con Roma nel tentativo di Bruxelles di convincere l'Italia a modificare le sue regole sul gold power. / Tratto da "Pamphlet" del "Financial Times"
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