La sentenza del Tribunale di Tirana afferma che la società One Albania non ha collaborato pienamente con le forze dell'ordine, non fornendo i dati relativi agli utenti degli indirizzi IP sospettati di essere utilizzati per attività illegali.
Nell'ambito dell'operazione denominata "Ghost Call", conclusa dalla Polizia di Stato dopo un'indagine durata due anni in collaborazione con le autorità austriache e con il supporto di Europol, sono state scoperte e prese di mira diverse basi sospette per frodi informatiche tramite call center a Tirana.
Secondo la decisione ottenuta da webljm.com, tre di queste basi sembrano essere state oggetto di un'indagine separata, mentre i documenti del tribunale menzionano anche un elemento relativo alla cooperazione degli operatori di telecomunicazioni.
La sentenza del Tribunale di Tirana afferma che la società One Albania non ha collaborato pienamente con le forze dell'ordine, non fornendo i dati relativi agli utenti degli indirizzi IP sospettati di essere utilizzati per attività illegali. Secondo lo stesso documento, la polizia ha inviato diverse richieste ufficiali alla società, ricordandole anche la responsabilità penale in caso di mancata collaborazione.
Si segnala inoltre che, durante i diversi mesi in cui la società non ha risposto, l'attività sospetta del call center è continuata. A differenza di altri operatori che, secondo la decisione, hanno messo a disposizione delle autorità i propri elenchi clienti, One Albania sembra essersi rifiutata di farlo.
Nel frattempo, l'operazione "Ghost Call" ha portato alla scoperta di un totale di 12 locali adibiti a tale attività, all'arresto di 10 persone e alla ricerca di diverse altre. Sono stati inoltre sequestrati oltre 891 mila euro, centinaia di dispositivi elettronici e altre prove sospettate di essere collegate alla truffa.
Le indagini proseguono per far luce su tutta questa attività e identificare le altre persone coinvolte.
Parte del contenuto della decisione completa fornita da WebLajm.com in cui la polizia ha avvertito ONE ALBANIA di responsabilità penale
Si precisa inoltre che, a causa della risposta incompleta da parte della società ONE Albania, le autorità albanesi hanno richiesto ulteriori informazioni alle autorità austriache, che sono state poi trasmesse a ONE Albania per agevolare le indagini.
Tuttavia, in una risposta datata 19.12.2024, ONE Albania ha dichiarato che gli indirizzi IP in questione sono pubblici e che non ha la possibilità di identificare specificamente gli utenti senza disporre degli indirizzi IP degli utenti finali.
Per tale ragione, il 10 dicembre 2024, le autorità hanno inviato un'ulteriore lettera all'azienda, avvertendola delle conseguenze penali in caso di ritardi o di fornitura di informazioni errate.
Si menziona inoltre che il 3 e 4 dicembre 2024 si è tenuto un incontro tra le autorità albanesi e austriache, durante il quale è stata decisa la creazione di un gruppo investigativo congiunto. In questo contesto, sono stati resi disponibili non solo gli indirizzi IP relativi a ONE Albania, ma anche altri 3 indirizzi appartenenti alle società ABCOM, StarNet e Selcom. / WebNews
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