
L'udienza di ieri ha evidenziato il fallimento legale della maggioranza nel tentativo di giustificare il licenziamento del sindaco di Tirana. Engjëll Agaçi e gli avvocati di Rama hanno ammesso l'errore fatale che potrebbe far fallire l'intera operazione politica contro Veliaj.
Alla Corte Costituzionale, lo scontro tra Edi Rama ed Erion Veliaj non era più una questione di governo locale, ma una prova di autocrazia politica. Con le argomentazioni degli avvocati del primo ministro che si sono ritorte contro di lui, Rama ha perso la prima battaglia di una guerra da lui stesso dichiarata, mentre Veliaj ha ottenuto il suo momento pubblico più forte contro il capo che lo aveva punito per ambizioni di potere interne.
Il governo e la maggioranza hanno subito un fiasco totale ieri alla Corte Costituzionale, dove è in corso la revisione del ricorso di Erion Veliaj per la sua destituzione dalla carica di sindaco di Tirana. Gli avvocati del gabinetto di Engjëll Agaç, invece di difendere la decisione di Rama, l'hanno affossata fornendo ai giudici una versione che distrugge l'intera base giuridica della destituzione.
Secondo le loro argomentazioni, Veliaj è stato licenziato dopo 90 giorni di assenza dal servizio; un'interpretazione che, in sostanza, non costituisce un licenziamento politico, bensì amministrativo. Se questo criterio fosse stato applicato correttamente, Veliaj avrebbe dovuto essere licenziato al più tardi a maggio, e non a settembre, come deciso da Edi Rama. Pertanto, la decisione è stata presa al di fuori di qualsiasi termine legale, semplicemente per essere utilizzata come strumento politico in un momento conveniente per il Primo Ministro.
Il consigliere legale del Presidente della Repubblica, Ilirjan Rusmali, è stato colui che ha denunciato pubblicamente questa manipolazione. Ha sottolineato che l'articolo 62 della Legge sugli enti locali non lascia spazio a interpretazioni e che la decisione di Rama era stata predeterminata politicamente, non giuridicamente. Questa dichiarazione ha segnato la svolta dell'udienza: gli avvocati di Rama sono stati costretti ad ammettere che il termine per il licenziamento era stato superato, confermando che la procedura era stata consapevolmente violata dal governo.
Perché è successo questo? La risposta è chiara: Edi Rama non voleva una soluzione legale, ma un'operazione politica per controllare il Comune di Tirana.
Nei mesi precedenti il suo licenziamento, Rama aveva avviato un'epurazione dell'amministrazione comunale, rimuovendo dirigenti, amministratori e funzionari appartenenti al "circolo di Veliaj". Al loro posto, aveva messo al comando i suoi uomini personali, per trasformare il Comune in uno strumento del potere centrale.
Questa azione, mascherata da legge, è stata in realtà un puro colpo politico, condotto a tappeto, senza supporto legale e con conseguenze che ora vengono apertamente discusse alla Corte Costituzionale.
In quella situazione, Veliaj riuscì a trasformare la difesa in offesa. Si presentò come una figura politica punita dal primo ministro, non per inadempienze amministrative, ma per ambizione ed eccessiva indipendenza.
Nel suo discorso, non si limitò a difendere l'incarico, ma sfidò il suo capo politico, dimostrando che il licenziamento non è un atto legale, bensì una vendetta.
In un raro momento nella politica albanese, un funzionario socialista smascherò pubblicamente il controllo autocratico di Rama, e lo fece attraverso il tribunale, non attraverso i media o il partito.
Di fatto, l'udienza di oggi segna la fine dell'alibi legale per l'operazione di Rama contro Veliaj.
Nemmeno i suoi avvocati sono riusciti a difendere il piano elaborato per "fare pulizia". Rama li ha usati, e gli hanno inflitto una sconfitta.
In linguaggio politico, questo si chiama "inversione narrativa": per la prima volta dall'inizio della guerra interna al Partito Socialista, Veliaj si è presentato pubblicamente più forte di Edi Rama.
Ma questo non significa che la battaglia sia finita. Per Veliaj, questa è solo la prima vittoria simbolica, un'opportunità per ristabilire il proprio ruolo sulla scena politica e forse per costruire nuove alleanze al di fuori del controllo di Rama.
Per il primo ministro, questo è il segnale più chiaro dell'usura del potere: quando persino i tuoi fedelissimi riescono a sconfiggerti con le armi della legge, allora l'autocrazia ha iniziato a crollare dall'interno.
La Corte Costituzionale non ha ancora deciso sul destino di Veliaj, ma ha deciso su qualcosa di più grande: sui limiti del potere di Edi Rama.
E questa, in sostanza, è la punizione politica più severa che si possa infliggere a un primo ministro che ha dimenticato che la legge non è uno strumento per governare, ma un limite che protegge dagli abusi./ Opuscolo
Sa i komplikuar ligji per ligjeberesit...me mungu nje specialist per 3 dite te pushojnë direkt...
Nuk ka fituar Veliaj asgje. U kap me vjedhje qindra mijra euro te pajustifikuara. 15 vjet burg per te. Kot Jo po ashtu jo po keshtu. Do denohet per korrupsion
Ca te thoshin te shkretet?! Ishin para faktit te kryer dhe e kane per detyre ta “justifikojne”. Nuk eshte faji j tyre po e faktit te kryer