Come i gruppi criminali albanesi stanno sostituendo Cosa Nostra e diventando importanti centri di traffico nel Mediterraneo...
La presenza di gruppi criminali albanesi nella Sicilia orientale è da tempo oggetto di discussione sui media italiani, principalmente attraverso le inchieste del giornalista Giuseppe Bascietto.
Di recente, la RAI, nel seguitissimo programma mattutino UnoMattina, ha dato maggiore risalto a questo fenomeno, dopo che la redazione aveva ricevuto diverse telefonate e messaggi da residenti dell'isola.
A quanto si apprende, più che un messaggio editoriale, si tratta di un segnale trasmesso all'antimafia italiana, volto a fornire e comunicare una più ampia comprensione del fenomeno, di cui anche le autorità albanesi informano da tempo.
Non siamo ancora alla fase di comunicazioni ufficiali tramite lettere o richieste di azioni procedurali, come arresti o decisioni di intercettazione, ma alla fase di ricognizione e discussione della questione in un'ottica didattica e informativa.
In diversi seminari, le autorità di polizia albanesi e italiane stanno conducendo uno studio del fenomeno a livello macro, per poi passare a una nuova fase, che include il tracciamento, l'intercettazione, l'arresto e l'apertura di fascicoli penali.
Il problema con i membri delle bande criminali, in particolare le mafie, non è la loro cattura per reati quotidiani, come percosse, porto d'armi senza patente o guida ad alta velocità, in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti.
Questo accade spesso e non porta risultati a lungo termine; al contrario, rafforza ulteriormente le figure criminali, man mano che la loro reputazione nella cerchia aumenta, aggiungendo clienti e collaboratori.
L'unico modo per danneggiare queste bande, poiché la loro eliminazione non avviene mai, è sequestrare prove di traffico di cocaina, riciclaggio di denaro e associazione di queste attività con l'uso di armi da fuoco, presa di ostaggi, omicidio e ricatto, per arrivare infine alle prove di un gruppo criminale strutturato.
Finora, tuttavia, è stato accertato un fenomeno importante: diverse figure note della criminalità albanese occupano posizioni dominanti in un'area super-strategica, non solo per l'Italia, ma per l'intero Mediterraneo.
La parte orientale della Sicilia comprende quattro importanti centri, che sono anche le aree più sviluppate dell'isola. In questa regione si trova Catania, il più grande centro amministrativo ed economico, che un tempo ospitava una delle basi più potenti di Cosa Nostra. Oltre a Catania, fanno parte della rete anche Taormina, una zona super turistica, Ragusa, un potente centro economico, e Siracusa, la famosa città di Pitagora il Grande.
Nel corso della storia umana, questa parte della Sicilia, oltre a essere un crocevia di culture, è stata un fulcro chiave per il commercio mondiale attraverso il Mediterraneo. Collega la Grecia, il Nord Africa e il Medio Oriente con la parte continentale dell'Europa, costituendo una delle principali arterie commerciali da Oriente a Occidente.
Un ambiente ideale per il traffico, ma anche per coprire attività criminali attraverso attività legali e di qualità, come l'agriturismo e i prodotti agricoli, come sottolinea l'antimafia italiana.
Ma da quali zone provengono principalmente i gruppi albanesi che operano a Ragusa e Siracusa? Secondo le autorità italiane, la maggior parte di loro proviene da Fier e Mallakastra, aree che esercitano controllo e influenza anche in Grecia, principalmente a Sparta, nel Peloponneso e nell'Attica, ovvero Atene e il Pireo.
Indagini e ricerche hanno rivelato un legame inscindibile di questi gruppi con le attività criminali in Grecia e Albania, dove si stima che vengano investiti ingenti capitali derivanti da attività illecite, in cui il traffico di cocaina gioca un ruolo preponderante.
Secondo la valutazione delle autorità italiane, il colmare il vuoto di Cosa Nostra in Sicilia da parte dei gruppi albanesi non è avvenuto grazie a una straordinaria abilità di questi ultimi. Ciò è accaduto perché gli albanesi hanno preso in affitto il "business" criminale che viene praticato in quest'area.
In questo schema, gli albanesi agiscono come subappaltatori della 'Ndrangheta calabrese, che ha condotto trattative con i gruppi siciliani e ha concluso che, se questa "concessione" non fosse stata affittata, qualcun altro avrebbe occupato il luogo più ambito per traffici e scambi nel Mediterraneo.
Per questo motivo, stimano le autorità italiane, gli albanesi che agiscono come subappaltatori cercano di guadagnare e investire molto rapidamente. Ma la commissione che pagano alla 'Ndrangheta e a Cosa Nostra è elevata, quindi stanno aumentando significativamente il volume degli scambi, il che, secondo le previsioni, porterà anche "effetti collaterali": omicidi, eliminazioni, ricatti e violenze costanti.
Per questo motivo, le autorità temono una situazione che potrebbe sfuggire di mano, poiché gli albanesi, con il loro potere, non si tireranno più indietro, nemmeno se scoppiasse una guerra, a cui di solito non dicono facilmente "no".
La motivazione per la preparazione agli scontri armati, secondo gli esperti, è legata al forte controllo territoriale del catanese, dove operano i "soldati" mafiosi, che, anche per motivi demografici, può oggi essere considerato un bacino a prevalenza albanese./ Opuscolo
Eshte faji i euroes kurve dhe klyshve rus e ruspfil. Keta dmetuane rende popullin shqiptar duke ua prere kufinjet dhe duke leje te shtypur per shekuj shqiptaret per rreth dhe nje Shqipëri shume te cunguar qe nuk përmbush lirite sociale ekonomike te shqiptareve. Kjo beri qe shqiptaret te jen popull i madh migrena sot pothuajse ne te gjitha vendet e botes. Te ndodhur kashte tokave te tyre, keta shqiptar jo rralle u ekspozuan interesave te kriminelve. Emafiozve lokal soc ishin psh italianet mafioze te cilet parapëlqente qe te rekrutohen racën shqiptare ne radhët e tyre....
Përralla me mbret!! Shqiptarët edhe në këtë rast po përdoren si mish për top. Shqiptarët janë shërbëtorë të mafies italiane sepse gënjehen me një veturë dhe një femër dhe nga ana tjetër janë të ekspozuar ndaj ligjit dhe plumbave...