
Strategia di sicurezza e disimpegno degli Stati Uniti: un'opportunità che l'Europa non può lasciarsi sfuggire!
Se un leader europeo avesse una visione lungimirante e leggesse la storia con occhio strategico, capirebbe chiaramente l'analogia: Donald Trump come Federico Barbarossa e l'Europa come le città italiane del Medioevo che furono liberate dall'impero con la battaglia di Legnano.
Oggi, la strategia di sicurezza nazionale di Trump è un invito a porre fine al vecchio rapporto di vassallaggio tra Europa e Stati Uniti. Un rapporto basato più sulla paura e sulla dipendenza che sull'uguaglianza.
Trump non nasconde più di non avere alcun interesse a farsi carico del peso della sicurezza europea. Il suo documento strategico si libera da ogni traccia di ipocrisia: "L'Occidente" non è più un valore universale, ma una sfera di influenza americana che opera secondo i termini di Washington. La libertà delle nazioni predicata all'estero non si applica allo stesso modo in patria: l'Europa oggi deve affrontare le critiche degli Stati Uniti per il modo in cui gestisce l'immigrazione, la libertà di parola e l'identità.
Europa, un piatto del menù americano
Nella visione trumpiana, l'Europa non è più un alleato, ma un campo di gioco, un obiettivo geopolitico. Gli Stati Uniti esigono lealtà strategica, persino sostegno economico e militare, senza più offrire reali garanzie in cambio.
Dalla divisione interna con il sostegno ai populisti, alla repressione dell'industria tedesca, fino all'uso dell'Ucraina come confine simbolico contro la Russia, l'America ha dettato l'agenda del continente senza incontrare alcuna seria resistenza.
Mentre gli Stati Uniti stabiliscono le nuove regole del gioco globale, le élite europee seguono automaticamente le direttive di Washington. Ogni tentativo di autonomia strategica europea è stato definito "anti-occidentale".
Nel settore tecnologico, l'America ha dominato attraverso i suoi tecno-oligarchi, senza alcun contrappeso da parte dell'UE. In materia geopolitica, dal Medio Oriente alla Cina, le posizioni europee sono quasi fotocopie di quelle americane.
È tempo di pensare diversamente
Ma è proprio di fronte a questa sfida che si presenta un'opportunità. L'Europa può iniziare a pensare a una vera difesa comune, all'interno di strutture esistenti come la NATO, sviluppando capacità che oggi dipendono dagli Stati Uniti, come la sorveglianza satellitare o la difesa missilistica.
Potrebbe anche riequilibrare le relazioni commerciali, aprendosi maggiormente a mercati come l'India, l'ASEAN o i paesi del Golfo.
Ironicamente, mentre il mondo si confronta con regimi autoritari, come la Cina con il suo partito-stato e la Russia intrisa di autocrazia, l'Europa non è riuscita a posizionarsi come un vero paladino delle libertà, che si tratti di libertà di parola, di media o di libertà economica. Anche in questo caso, la burocrazia europea è più interessata al controllo che alla liberazione.
In definitiva, la lezione della storia è chiara: proprio come i Comuni italiani sfidarono Barbarossa nel 1176 in nome della libertà, l'Europa di oggi ha bisogno di una nuova Lega Lombarda, per uscire dalla sottomissione strategica e agire come una potenza a pieno titolo. / Adattato da "Pamphlet" di "Inside Over"
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