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Rajoni dhe Bota18 Janar 2026, 07:29

"Groenlandia o dazi"/ Le minacce degli Stati Uniti "fanno impazzire" la Gran Bretagna: Trump ha completamente torto

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Questa situazione ha aperto una nuova crisi nelle relazioni transatlantiche, mettendo a dura prova l'unità della NATO e dell'Unione Europea. I leader europei stanno inviando un messaggio chiaro: la sovranità nazionale e il diritto all'autodeterminazione non sono negoziabili e non possono essere imposti attraverso pressioni economiche.

"Groenlandia o dazi"/ Le minacce degli Stati Uniti "fanno
Il primo ministro britannico Sir Keir Starmer e Trump

Il primo ministro britannico Sir Keir Starmer ha reagito duramente alla minaccia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di imporre dazi sui paesi europei per la Groenlandia, definendo questo approccio completamente sbagliato.

La reazione di Starmer arriva dopo le ripetute dichiarazioni della Casa Bianca secondo cui gli Stati Uniti stanno valutando una serie di opzioni per aumentare la propria influenza sulla Groenlandia, tra cui tariffe commerciali, l'acquisto di territori o addirittura scenari estremi di uso della forza.

La Groenlandia è un territorio autonomo appartenente al Regno di Danimarca, dotato di un proprio governo e di un proprio parlamento. Qualsiasi idea di occupare la Groenlandia con la forza avrebbe conseguenze diplomatiche, poiché costituirebbe un attacco al territorio di un alleato della NATO. Gli esperti di sicurezza considerano questo scenario estremamente improbabile, a causa delle conseguenze politiche e militari che comporterebbe.

Un'altra opzione menzionata dall'amministrazione Trump è l'acquisto della Groenlandia, ma è considerata troppo complicata. Un accordo del genere richiederebbe l'approvazione del Congresso degli Stati Uniti, il sostegno di due terzi del Senato e anche il consenso dell'Unione Europea. La Danimarca, nel frattempo, è stata irremovibile: la Groenlandia non è in vendita.

Un altro scenario in discussione è l'intensificazione degli sforzi degli Stati Uniti per ottenere il sostegno della popolazione groenlandese attraverso incentivi finanziari a breve termine o promesse di futuri benefici economici. Se la Groenlandia venisse spinta verso l'indipendenza, potrebbe quindi stringere una partnership strategica con gli Stati Uniti.

In questo contesto, Sir Keir Starmer ha affermato chiaramente che la posizione del Regno Unito è irremovibile. 

"La Groenlandia fa parte del Regno di Danimarca e il suo futuro è una questione che riguarda gli isolani e i danesi. La sicurezza nell'Artico è importante per tutta la NATO e gli alleati devono agire insieme per rispondere alla minaccia russa. Imporre dazi agli alleati per motivi di sicurezza collettiva è completamente sbagliato", ha affermato Starmer.

Forti reazioni sono arrivate anche da altri leader europei. Il Primo Ministro svedese Ulf Kristersson ha dichiarato che la Svezia non si lascerà ricattare e che solo Danimarca e Groenlandia hanno il diritto di decidere autonomamente sui propri affari. Ha sottolineato che si tratta di una questione di competenza dell'Unione Europea e che la Svezia sta conducendo intense discussioni con altri Paesi dell'UE, come Norvegia e Regno Unito, per trovare una risposta congiunta.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che la Francia rimane fedele alla sovranità e all'indipendenza delle nazioni, definendo inaccettabili le minacce tariffarie. Ha avvertito che l'Europa reagirebbe in modo unito e coordinato se le misure fossero confermate.

Anche in Danimarca, le reazioni sono state feroci. I politici danesi hanno dichiarato che il Paese non dovrebbe sottomettersi ai metodi intimidatori di Trump, mentre sono aumentate le richieste di solidarietà europea. Il Presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha annunciato che è in corso il coordinamento di una risposta comune, sottolineando che l'UE difenderà con fermezza il diritto internazionale e l'integrità territoriale degli Stati membri.

L'ultima minaccia di Trump arriva nonostante un precedente accordo tra Stati Uniti e Unione Europea sui dazi, che prevedeva un dazio del 15% sui beni dell'UE esportati negli Stati Uniti, inferiore alla minaccia iniziale del 30%. Secondo il nuovo annuncio, Paesi come Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia dovranno affrontare dazi del 10% a partire dal 1° febbraio, che aumenteranno al 25% dopo il 1° giugno.

Questa situazione ha aperto una nuova crisi nelle relazioni transatlantiche, mettendo a dura prova l'unità della NATO e dell'Unione Europea. I leader europei stanno inviando un messaggio chiaro: la sovranità nazionale e il diritto all'autodeterminazione non sono negoziabili e non possono essere imposti attraverso pressioni economiche.

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