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Rajoni dhe Bota25 Gusht 2025, 17:43

Gaza, la fossa comune dei giornalisti!

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Gaza, la fossa comune dei giornalisti!

Israele ha ucciso in totale 192 giornalisti a Gaza...

Un altro massacro nella Striscia di Gaza ha preso di mira non solo i civili, ma anche la libertà di parola. Cinque giornalisti sono stati uccisi durante il bombardamento dell'ospedale Nasser di Khan Younis da parte dell'esercito israeliano, portando il numero totale delle vittime ad almeno 20.

Tra le vittime figurano nomi noti dei media locali e internazionali. Secondo fonti di Reuters e AP, si tratta di:

Mariam Abu Dagga, freelance per l'Associated Press

Mohammed Salama, giornalista di Al Jazeera

Hussam al-Masri e Moaz Abu Taha, cameraman della Reuters

Ahmed Abu Aziz, un reporter del Middle East Eye, morto per le ferite riportate dopo l'attacco

Anche il fotografo della Reuters Hatem Khaled è rimasto ferito nelle esplosioni.

Secondo i testimoni, un primo razzo ha colpito l'ospedale, mentre 10 minuti dopo un'altra bomba ha preso di mira i soccorritori e i giornalisti giunti per prestare soccorso.

Gaza, la più grande tomba dei giornalisti

Le statistiche sono spaventose: secondo il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ), 192 giornalisti sono stati uccisi a Gaza solo negli ultimi 22 mesi, il numero più alto mai registrato in un conflitto moderno. Questo numero è quasi 10 volte superiore al numero di giornalisti uccisi in Ucraina nello stesso periodo.

Secondo Sky News, il bilancio complessivo della guerra tra Israele e Hamas ha portato finora alla morte di quasi 200 giornalisti, rendendo Gaza l'area più mortale al mondo per i media.

Netanyahu sotto accusa: attacco alla libertà di parola

Organizzazioni internazionali come la Foreign Press Association, Reporters Without Borders e il CPJ hanno condannato fermamente gli attacchi ai giornalisti, descrivendoli come una strategia per mettere a tacere i testimoni di crimini di guerra.

Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu è accusato dagli osservatori internazionali di prendere di mira i media e il diritto all'informazione. A molti giornalisti stranieri è stato vietato l'ingresso a Gaza, mentre i corrispondenti locali pagano con la vita ogni notizia che riportano.

Si tratta di un attacco diretto alla libertà di parola, che trasforma la professione del giornalismo a Gaza in una missione di sacrificio.

Tra le macerie, la foto pubblicata da Reuters dell'attrezzatura del cameraman ucciso Hossam al-Masri rimane un simbolo di questa tragedia. Una borsa da lavoro, una macchina fotografica rotta e un corpo senza vita: la prova che la libertà di parola a Gaza oggi si paga con il sangue dei giornalisti. /Pamphlet

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