Ciò significa che due avversari pesantemente armati potrebbero annientarsi a vicenda in 15 minuti, semplicemente premendo un pulsante a casa...
Con l'arma nucleare russa, il mondo è entrato nell'era della deterrenza nucleare. Ciò significa che due avversari pesantemente armati potrebbero distruggersi a vicenda in 15 minuti, semplicemente premendo un pulsante a casa. Ciascuno dispone di sensori sufficienti per rilevare i lanci missilistici dell'altro e, una volta individuati, ha il tempo di lanciare un attacco altrettanto devastante. Da quel momento in poi, ciascuno ha a disposizione alcuni minuti per distruggere a sua volta l'avversario.
È una folle partita a poker che si decide all'ultimo secondo, con la sopravvivenza di tutti noi in gioco. L'equilibrio è instabile. Per due motivi. Il primo è che il rischio di un falso allarme è estremamente elevato. In effetti, ci sono stati molti falsi allarmi, e una guerra nucleare totale è stata evitata per un soffio diverse volte.
La follia della deterrenza nucleare: il gioco della sopravvivenza
Talvolta apertamente, a causa di crisi politiche come la crisi dei missili di Cuba nell'ottobre del 1962, quando i consiglieri sia a Washington che a Mosca esortavano i presidenti ad andare avanti, solo il coraggio congiunto dei fratelli Kennedy da una parte e di Nikita Kruscev dall'altra riuscì a scongiurare una catastrofe che sembrava ormai imminente.
Altre volte, la catastrofe è stata evitata per un pelo a causa di semplici errori tecnici o di comunicazione. Durante la crisi dei missili di Cuba, un sottomarino nucleare russo concluse, in base alle informazioni ricevute, che la guerra era iniziata e interpretò diverse esplosioni come bombe lanciate contro di esso da una nave americana. Il comandante decise di dare l'ordine di lanciare la testata nucleare. Il protocollo sovietico per quel sottomarino prevedeva l'approvazione di tre ufficiali superiori per il lancio. I due superiori lo approvarono. Il terzo, Vasily Aleksandrovich Arkhipov, si oppose. Ci fu una discussione a bordo del sottomarino; Arkhipov non si comportò in modo appropriato, ma il mondo fu salvato. Arkhipov ricevette in seguito le massime onorificenze, sia in Russia che in Occidente. Thomas S. Blanton, direttore del National Security Archive degli Stati Uniti, descrisse Arkhipov come "l'uomo che ha salvato il mondo". Il mondo fu salvato dalla sua mancanza di disciplina. Spero sinceramente che tutti abbiano questa mancanza di disciplina.
Il progresso tecnologico e la costante tentazione dell'annientamento
Il 9 novembre 1979, un malfunzionamento dei computer della base aerea di Peterson, negli Stati Uniti, fece scattare l'allarme e iniziarono i preparativi per respingere un inesistente attacco sovietico su larga scala. I militari avvertirono il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Zbigniew Brzezinski che l'Unione Sovietica aveva lanciato 250 missili balistici in rotta verso gli Stati Uniti, intimando al presidente di prendere una decisione di rappresaglia entro tre-sette minuti. I computer indicavano che il numero di missili in arrivo era di 2.200. I bombardieri nucleari erano pronti al decollo. Entro sei-sette minuti dalla prima segnalazione, i sistemi satellitari e radar PAVE PAWS furono in grado di confermare che l'attacco era un falso allarme. Il mondo, questa volta, fu salvato letteralmente per un minuto.
La seconda ragione, più seria, di instabilità è che le cose cambiano costantemente e il progresso tecnologico, ahimè, è inarrestabile. Non appena uno dei due contendenti ritiene di possedere una tecnologia sufficiente a contrastare una rappresaglia, la tentazione di tentare di distruggere le armi nucleari del nemico diventa irresistibile.
Ogni progresso tecnologico, ora l'intelligenza artificiale, rischia di sconvolgere questo precario equilibrio e di farci precipitare in un incubo. Oggi ci sono tre grandi potenze nucleari, non due, e la guerra non fa che intensificarsi. Le potenze si spaventano a vicenda e l'equilibrio è ancora più precario. Non è un caso che il Bulletin of the Atomic Scientists stimi che il rischio nucleare non sia mai stato così alto. Ritenete ragionevole che il mondo accetti questi livelli di rischio? / Adattato da “Pamphlet” del “Corriere della Sera”
Jo në 79, me 1 maj 61. Kam qenë vetë në bazën ajrore.