Contratto di affitto valido ignorato, l'intervento della polizia si trasforma in un atto di censura aperta

L'impudenza politica ha un nome e una data: Edi Rama e Ardi Veliu, la mattina del 9 agosto, hanno utilizzato la Polizia di Stato come forza esecutiva per circondare e interrompere il lavoro di un'agenzia di stampa nazionale. I giornalisti di News 24 e i dipendenti del gruppo Panorama sono stati allontanati con la forza dall'edificio, il loro segnale è stato interrotto e le loro attrezzature sono state sequestrate, senza alcun preavviso e in palese violazione del contratto di locazione che garantisce il loro diritto a operare in quello spazio.
L'avvocato Marash Logu ha pubblicato documenti che confutano la giustificazione ufficiale del governo e di "KAYO" sh.a. Secondo lui, Panorama Group sh.a. ha un contratto di locazione per l'immobile n. 10/304, Zona Catastale 8170, con una superficie di 15.000 metri quadrati (5.858 metri quadrati di superficie edificabile), valido fino al 9 maggio 2033, con un valore mensile di 15.000 euro. La Decisione del Consiglio dei Ministri n. 158/2025, con la quale "KAYO" ha ricevuto quattro immobili nella stessa zona catastale, non include questo immobile.

Di fronte a questo fatto, la domanda è semplice: perché "KAYO", diretto da Ardi Veliu, con il supporto della Polizia di Stato, è intervenuto per espellere i giornalisti e interrompere la trasmissione? La risposta, secondo l'avvocato, è una sola: questa azione non ha nulla a che fare con la legge, la proprietà o i rapporti contrattuali. L'obiettivo è censurare, mettere a tacere e soffocare una voce critica.
Si tratta di un precedente pericoloso. Dimostra che il potere esecutivo è disposto a violare contratti validi e a utilizzare le istituzioni di sicurezza per bloccare i media indesiderati. Le reazioni delle organizzazioni giornalistiche nazionali e internazionali hanno descritto questo intervento come un atto degno di regimi autoritari, in cui la libertà di parola viene soffocata dalla forza dell'uniforme.
In Albania, questo è accaduto in pieno giorno, con le telecamere spente e i microfoni disattivati, perché il governo non voleva che la voce di News 24 venisse ascoltata. E quando il governo decide di prendere "in ostaggio" un'agenzia di stampa, nulla lo ferma se non la reazione dell'opinione pubblica e la pressione internazionale.
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