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Kosova19 Shkurt 2026, 14:43

Gli Stati Uniti fanno pressione sulla NATO e chiedono la riduzione delle truppe in Kosovo

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In seguito a questa mossa degli Stati Uniti, il massimo diplomatico della NATO ha affermato che vi è seria preoccupazione, poiché "la situazione nei Balcani occidentali potrebbe degenerare rapidamente".

Gli Stati Uniti fanno pressione sulla NATO e chiedono la riduzione delle truppe
Gli Stati Uniti chiedono la riduzione delle truppe in Kosovo

Gli Stati Uniti, sotto la guida del presidente Donald Trump, stanno facendo pressione sulla NATO affinché riduca significativamente le attività al di fuori del suo territorio tradizionale, compresa la fine di una missione chiave dell'alleanza in Iraq, riporta POLITICO.

Secondo loro, negli ultimi mesi gli Stati Uniti hanno anche fatto pressioni affinché venisse ridotta la missione di mantenimento della pace della NATO in Kosovo (KFOR), nonché affinché l'Ucraina e i partner dell'Indo-Pacifico non partecipassero ufficialmente al vertice annuale dell'alleanza che si terrà a luglio ad Ankara.

Questa iniziativa riflette lo sforzo della Casa Bianca di trattare la NATO come un patto di difesa strettamente euro-atlantico e di annullare decenni di espansione verso la gestione delle crisi, le partnership globali e le iniziative basate sui valori, ambiti che hanno a lungo irritato il presidente degli Stati Uniti e la sua base politica MAGA (Make America Great Again).

All'interno della NATO, questo approccio è stato definito "ritorno alla missione fondamentale", ovvero la limitazione delle attività "fuori area" che vanno oltre i compiti fondamentali di difesa e deterrenza.

Pressione per il ritiro dall'Iraq

La NATO attualmente mantiene una missione consultiva in Iraq, volta a rafforzare le istituzioni di sicurezza e a prevenire la rinascita dello Stato Islamico. Questa missione è stata istituita durante il primo mandato di Trump nel 2018 ed è stata ampliata più volte dal 2021, su richiesta di Baghdad.

Secondo i diplomatici, Washington ha cercato di porre fine alla missione entro settembre. Parallelamente, si prevede che gli Stati Uniti ritireranno circa 2.500 soldati dall'Iraq in base a un accordo del 2024 con il governo iracheno, nell'ambito dell'impegno di Trump a porre fine alle "guerre senza fine".

Gli esperti di sicurezza avvertono che il ritiro della NATO e degli Stati Uniti potrebbe rafforzare i gruppi di milizie e destabilizzare la regione, compreso il Kurdistan settentrionale.

Tuttavia, all'interno dell'alleanza esiste un'opposizione. Secondo i diplomatici, la maggior parte dei paesi membri è aperta a una graduale riduzione della missione, ma non a una sua rapida conclusione.

Prime discussioni sulla riduzione della KFOR in Kosovo

Ancora più preoccupante per gli alleati europei è il segnale degli Stati Uniti di voler ridurre la presenza della NATO in Kosovo. La missione di peacekeeping KFOR, autorizzata dall'ONU e istituita nel 1999 dopo le guerre nell'ex Jugoslavia, conta attualmente circa 4.500 soldati.

Engjëllushe Morina, Senior Policy Fellow presso l'European Council on Foreign Relations, ha affermato che la missione resta "essenziale" per la sicurezza regionale.

"Se la NATO si ritirasse, ciò potrebbe incoraggiare i separatisti serbi nel Kosovo settentrionale e avere un effetto a catena nella regione, compresa la Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina", ha affermato.

Un alto diplomatico della NATO ha affermato che esiste una seria preoccupazione che "la situazione nei Balcani occidentali possa degenerare rapidamente".

Tuttavia, i funzionari della NATO sottolineano che non esiste una tempistica per la fine della missione in Iraq o della KFOR e che qualsiasi decisione richiede l'approvazione di tutti i 32 paesi membri.

Pressioni per escludere l'Ucraina e i partner indo-pacifici

Gli Stati Uniti stanno anche insistendo affinché l'Ucraina e i quattro partner ufficiali della NATO nell'Indo-Pacifico – Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Corea del Sud – non vengano invitati alle riunioni formali del vertice di luglio ad Ankara. Secondo i diplomatici, ciò sarebbe un tentativo di ridurre il numero di incontri e concentrare il vertice sulle questioni "fondamentali" della NATO.

Una decisione del genere segnalerebbe una maggiore attenzione alle questioni fondamentali dell'alleanza, lasciando in secondo piano le partnership globali.

La NATO ha anche deciso di non tenere quest'anno il Forum Pubblico, un evento collaterale che solitamente aumenta la visibilità del vertice e include leader, esperti di difesa e funzionari governativi. Ufficialmente, ciò è dovuto a risparmi di bilancio, ma alcuni diplomatici ritengono che la decisione sia indirettamente dovuta alle pressioni degli Stati Uniti per ridurre i finanziamenti alle organizzazioni internazionali.

Secondo i critici, in un momento in cui la NATO sta cercando di convincere l'opinione pubblica dell'importanza delle sue attività e di aumentare la spesa per la difesa, limitare la comunicazione pubblica potrebbe essere dannoso.

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