La protesta di Zvërnec si è trasformata in un movimento che ha bussato a entrambe le porte del potere, perché la gente ha capito chiaramente che Rama e Berisha non sono avversari, bensì partner. La loro alleanza si fonda su permessi di costruzione e proprietà che si spartiscono in silenzio, mentre i cittadini sono tenuti in ostaggio da un'opposizione corrotta. Ora la folla chiede la reclusione di entrambi, perché l'illusione di poter scegliere tra i due è finita per sempre.
Tutto è iniziato con un grido per salvare una laguna, quella di Zvërnec, dove i fenicotteri si riposano da secoli, ma dove un progetto da quattro miliardi di euro dei fratelli qatarioti e del genero di Donald Trump ha portato alla ribalta non solo l'investimento, ma anche il vero volto dell'establishment albanese.
Ciò che sta accadendo ora in Albania non ha più nulla a che fare con una semplice questione ambientale, per quanto importante essa sia. Per cinque sere di seguito, Piazza Skënderbej a Tirana si è riempita di una folla che non sventola bandiere di partito e non aspetta il proprio turno davanti a nessuna tribuna, ma che sta scrivendo un nuovo capitolo della storia albanese.
Quella che era iniziata come una difesa di una zona costiera vicino a Valona si è trasformata in un movimento di vasta portata che ha sfidato l'intero establishment politico, rivelando qualcosa che il popolo sospettava da anni, ma che nessuno osava dire ad alta voce: Edi Rama e Sali Berisha non sono affatto avversari, ma due ali della stessa macchina che ha divorato la terra e la libertà di questo paese.
Quando la folla di manifestanti ha marciato prima verso l'ufficio del primo ministro e poi verso la sede del Partito Socialista, nessuno si è stupito che chiedessero le dimissioni di Rama. Ciò che ha scioccato tutti è stato che le stesse persone, la stessa sera, abbiano marciato anche verso la sede del Partito Democratico e lì abbiano scandito slogan come "Sali Komunisti" e "l'opposizione si è venduta".
Perché i manifestanti hanno finalmente capito che dietro le porte di entrambi i partiti batte lo stesso cuore e che l'illusione di un'opposizione che protegge i cittadini dal governo non è stata altro che una messa in scena ben orchestrata. Questa scoperta ha fatto sì che la protesta assumesse proporzioni senza precedenti, attirando non solo attivisti ambientalisti, ma anche cittadini stanchi della povertà, della mancanza di giustizia e della sensazione di votare ogni quattro anni per lo stesso ladro con maschere diverse.
Cosa lega dunque il primo ministro socialista al leader dell'opposizione democratica, due persone che per trent'anni ci sono state presentate come acerrimi nemici? La risposta che i manifestanti ripetono ogni sera in piazza ha a che fare con qualcosa di molto concreto: Edi Rama ha acquistato Sali Berisha con un permesso di costruzione per suo figlio Shkëlzen Berisha, con proprietà e terreni che condividono in silenzio, lontano dagli occhi dell'opinione pubblica.
Non è più un segreto che Shkelzen Berisha abbia ottenuto permessi di costruzione in aree strategiche durante gli anni del governo socialista, e che questi permessi non esisterebbero senza le firme dei ministri di Rama. Non è neanche un segreto che, appezzamento dopo appezzamento, proprietà dopo proprietà, la famiglia Berisha abbia accumulato una ricchezza inspiegabile proprio nel momento in cui Sali Berisha ha scelto di non portare avanti lo scontro con il governo fino alla fine. I manifestanti hanno interpretato questo come un tacito accordo: Rama concede permessi e proprietà al figlio di Berisha, e Berisha in cambio si assicura che tenga in ostaggio l'opposizione.
Quanto sta accadendo in Albania ha cominciato ad attirare l'attenzione dei media internazionali, non solo per la portata della protesta, ma anche perché rappresenta un raro esempio di superamento di divisioni artificiali. Quando i cittadini che odiano Rama e quelli che odiano Berisha scoprono di odiare lo stesso sistema, si uniscono in una forza che nessuna delle due parti è più in grado di controllare.
Soprattutto, la folla chiede giustizia per questa collusione tra Rama e Berisha, esige il carcere per entrambi. "Rama in prigione, Berisha in prigione" non è un semplice slogan, ma una diagnosi precisa del male che affligge l'Albania da trentacinque anni. Quando il leader dell'opposizione riceve permessi di costruzione dal governo che dovrebbe combatterlo, e quando i due si dividono terreni e proprietà, allora non c'è più alcuna illusione di scampo.
La protesta di Zvërnec è stata solo l'inizio, quella che ha acceso la luce in una stanza dove il popolo era rimasto a lungo nell'oscurità. Ora che la luce è stata accesa, il mondo intero può vedere il vero volto di questo sistema, e l'Albania non sarà più la stessa. / Opuscolo
Jo vetem Rama xhistani dhe BERISHO VIÇI por te gjithe 99 % e deputeteve keto 35 vite kush jane gjalle duhet arrestuar dhe gjykuar nga gjykata ushtarake. Akuza krime kunder njerezimit kunder popullit shtetit e kombit shqipetare ,shpopullim te shqipetareve dhe dem financiar ne Trilion dollers. Me qe jane fajtore denimi Pushkatim . Rrofte gjuha e kombi shqipetare ???????? Erdhi dita e gjykimit. We see ???? you. The best is yet to come Q
Te lumte mendja e pena.