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Kronike29 Prill 2026, 19:15

Appalti, ristoranti e droga: l'espansione silenziosa della 'Ndrangheta e il ruolo degli albanesi

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Appalti, ristoranti e droga: l'espansione silenziosa della 'Ndrangheta
Foto illustrativa

Un rapporto dell'Antimafia italiana rivela una struttura organizzata, investimenti nel settore della ristorazione e un ruolo nel traffico di droga, con un crescente coinvolgimento di gruppi albanesi.

La 'Ndrangheta' continua a rappresentare la forza criminale più strutturata e radicata nella regione Liguria, evolvendosi verso forme operative più clandestine e integrandosi sempre più nell'economia legale. È quanto emerge dalla relazione annuale della Commissione Antimafia, approvata dal Consiglio Regionale, e dalle audizioni di magistrati e inquirenti.

Secondo il rapporto, nella provincia di Savona il predominio criminale è esercitato principalmente da famiglie di origine calabrese, soprattutto provenienti dalla zona di Reggio Calabria, coinvolte in manipolazioni di appalti e forme di intimidazione. Tuttavia, questo predominio viene gradualmente messo in discussione da altre strutture criminali.

A livello regionale, la 'Ndrangheta opera attraverso una ben definita organizzazione territoriale. Una "macrozona" denominata Liguria coordina le attività delle unità locali ("locali") dislocate tra Est e Ovest. Secondo le indagini, la struttura di Genova funge da "sala di controllo", collegando direttamente i centri criminali calabresi con le filiali locali. L'unità di Ventimiglia, invece, funziona da "sala di transito", garantendo la continuità operativa con le reti in Francia, in particolare sulla Costa Azzurra.

La mafia “silenziosa” e l’economia legale

Il rapporto evidenzia come la 'Ndrangheta e altri gruppi criminali operino sempre più in modo discreto, trasformandosi in quella che viene definita la "mafia silenziosa". Questa strategia si basa sull'occultamento delle attività illegali e sull'espansione del ruolo imprenditoriale, soprattutto attraverso il riciclaggio di denaro.

Il rischio principale è legato all'acquisizione di aziende in difficoltà finanziarie, utilizzate per riciclare capitali illeciti. In questo contesto, il settore della ristorazione è considerato particolarmente esposto.

La procuratrice antimafia di Roma, Maria Cristina Palaia, ha dichiarato durante un'audizione parlamentare che "il settore della ristorazione è tra i più esposti al reinvestimento di denaro di provenienza illecita", aggiungendo che i flussi finanziari in questo ambito sono spesso difficili da rintracciare.

Le indagini della Direzione Antimafia di Roma sul cosiddetto "gruppo Senese" hanno individuato investimenti in ristoranti, dove si sospetta che vengano utilizzati fondi legati a organizzazioni criminali, comprese strutture connesse alla 'Ndrangheta e alla Camorra.

Porti e traffico internazionale di droga

La Liguria è considerata un crocevia strategico per il traffico internazionale di stupefacenti. I porti di Genova, La Spezia, Savona e Vado Ligure sono identificati come punti di ingresso chiave, soprattutto per la cocaina proveniente dall'America Latina. La regione rappresenta oltre il 18% dei sequestri portuali a livello nazionale, la percentuale più alta nel Nord Italia.

Le organizzazioni criminali utilizzano tecniche sofisticate per eludere i controlli, tra cui il metodo "rip-off" (rimozione di droga dai container con l'aiuto di dipendenti portuali corrotti), l'impiego di sommozzatori per il recupero di carichi nascosti sulle navi e la tecnica "drop-off", in cui la droga viene lasciata in mare e recuperata tramite dispositivi satellitari.

Il ruolo dei gruppi albanesi

Il rapporto evidenzia un significativo cambiamento negli equilibri della criminalità organizzata: la cooperazione tra la 'Ndrangheta e la criminalità albanese è diventata più paritaria. Se in precedenza i gruppi albanesi venivano utilizzati principalmente come forza operativa, ora si sono specializzati nella logistica, gestendo fasi chiave come il trasporto, lo stoccaggio e la distribuzione di stupefacenti.

Questo sviluppo indica un aumento dell'autonomia e delle capacità dei gruppi albanesi nella catena internazionale del traffico di droga.

Impatto sulle istituzioni e sull'economia

Secondo quanto emerge dal rapporto e dalle dichiarazioni di Andrea Orlando, ex Ministro della Giustizia e attuale presidente della Commissione Antimafia in Liguria, il pericolo non risiede solo nell'infiltrazione diretta, ma anche in forme di influenza più sofisticate.

" La 'Ndrangheta resta l'organizzazione più strutturata, ma si sta evolvendo verso una forma meno visibile e più insidiosa, capace di penetrare nei settori economici, nella logistica e nelle imprese in difficoltà ", ha dichiarato Orlando.

Ha avvertito che i porti e gli investimenti pubblici, compresi i fondi del Piano nazionale di ripresa (NRP), costituiscono aree ad alto rischio di abusi, dalle frodi finanziarie alla corruzione e alla manipolazione degli appalti.

Nuove strategie e sfide nella lotta contro la mafia

Le indagini si concentrano sempre più sui cosiddetti "crimini segnale", come la frode fiscale, le fatture false e l'appropriazione indebita di fondi pubblici. Parallelamente, le autorità utilizzano strumenti di prevenzione quali le "liste bianche", le ispezioni in loco e i protocolli di legalità per monitorare le attività economiche.

Un'altra sfida rimane la gestione dei beni confiscati. In Liguria, sono centinaia gli immobili e le attività commerciali sequestrati dalla mafia, ma la mancanza di fondi e di sostegno istituzionale rischia di farli tornare in circolazione illegale.

Il rapporto conclude che la sfida principale non è solo quella di reprimere la mafia, ma anche di impedirne l'integrazione nell'economia e nelle istituzioni pubbliche. In questo contesto, il ruolo della trasparenza, del controllo e della cooperazione interistituzionale rimane cruciale. / Opuscolo

 

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