
Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato il 2 dicembre che Mosca è pronta a una guerra con l'Europa "proprio ora", se gli stati europei ne dovessero scatenarne una, rilasciando tali dichiarazioni pochi istanti prima dell'incontro con l'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff.
"Se l'Europa dovesse scatenare una guerra, noi siamo pronti subito", ha affermato il presidente russo.
I commenti di Putin giungono mentre Washington intensifica gli sforzi diplomatici volti a far avanzare i negoziati per porre fine alla guerra su vasta scala della Russia contro l'Ucraina.
Il presidente russo ha affermato che i governi europei stanno ostacolando gli sforzi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per raggiungere una soluzione e "vivono nell'illusione" di imporre una sconfitta strategica alla Russia.
Putin ha anche affermato che l'Europa "non ha un programma di pace" e "è dalla parte della guerra", citando il sostegno militare all'Ucraina e la stesura di proposte di pace meno favorevoli alla Russia come prova di ostilità.
"Quando presumibilmente cercano di apportare modifiche alle proposte di Trump, tutti questi cambiamenti mirano a una sola cosa: bloccare completamente l'intero processo di pace", ha aggiunto il presidente russo.
Le osservazioni riflettono il messaggio più ampio di Mosca, mentre la Russia aumenta la pressione ibrida sull'Europa.
Negli ultimi anni gli stati europei hanno registrato un aumento delle attività sospettate di essere legate alla Russia, tra cui attacchi informatici, tentativi di sabotaggio e ripetuti danni alle infrastrutture sottomarine nel Mar Baltico.
Gli incidenti si sono intensificati all'inizio dell'autunno, quando droni non identificati e aerei russi hanno ripetutamente attraversato o si sono avvicinati allo spazio aereo della NATO.
A settembre, le forze polacche hanno abbattuto diversi droni russi entrati in territorio polacco. Pochi giorni dopo, un drone russo ha violato lo spazio aereo rumeno, sebbene Bucarest non sia intervenuta.
Il 19 settembre, tre caccia russi MiG-31 hanno violato lo spazio aereo estone sopra il Golfo di Finlandia per 12 minuti, spingendo Tallinn ad avviare consultazioni ai sensi dell'articolo 4 della NATO.
Anche il Belgio ha segnalato una serie di incidenti con droni in prossimità di infrastrutture critiche. Le autorità belghe hanno dichiarato che tre droni hanno sorvolato la centrale nucleare di Doel il 9 novembre, mentre diversi droni non identificati sono stati avvistati nei pressi di siti sensibili nei giorni successivi.
L'ultimo avvertimento di Putin ha aumentato la pressione sulle capitali europee, già preoccupate per la crescente disponibilità della Russia a testare le difese aeree e a colpire le infrastrutture in tutto il continente.
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