
Come la CIA, JFK ed Epstein sono diventati fonte di sfiducia tra gli americani...
Per decenni, la CIA ha nascosto e negato di essere a conoscenza delle attività di Lee Harvey Oswald, l'uomo che assassinò il presidente John F. Kennedy nel 1963. Nuovi documenti recentemente scoperti da una task force del Congresso degli Stati Uniti dimostrano che un agente della CIA con lo pseudonimo di "Howard", il cui vero nome era George Joannides, dirigeva un gruppo cubano che aveva contatti con Oswald. Finora, la CIA aveva categoricamente negato la sua esistenza.
Secondo un articolo del Washington Post, tre mesi prima dell'assassinio di Kennedy, Oswald aveva contattato il gruppo di opposizione a Fidel Castro, sostenuto dalla CIA, offrendogli assistenza segreta. La sensazionale rivelazione, precedentemente definita una "teoria del complotto", è stata oscurata dal conflitto pubblico tra il presidente Donald Trump e la sua base MAGA (Make America's Good and Good Aggiuntive) in merito al rifiuto dell'amministrazione di pubblicare i documenti relativi al trafficante di sesso Jeffrey Epstein.
La sfiducia, il regalo dello Stato ai cospiratori
Queste due storie non sono affatto scollegate. L'insabbiamento e la cattiva gestione da parte delle autorità hanno portato a un drastico calo della fiducia del pubblico nelle istituzioni statali. I continui attacchi di Trump allo "Stato Profondo" per anni non hanno fatto altro che accelerare questo processo. Ora, gli americani sono scettici quando il Dipartimento di Giustizia o le agenzie di intelligence affermano di non avere più nulla da rivelare su Epstein e sui suoi legami con personaggi potenti, incluso lo stesso Trump.
Persino Trump stesso ha avuto difficoltà a convincere la sua base a non indagare ulteriormente. Inizialmente ha definito lo scandalo Epstein "una bufala", ma poi ha chiesto pubblicamente al Dipartimento di Giustizia di pubblicare "tutte le prove rilevanti" sul caso Epstein dopo le rivelazioni del Wall Street Journal che collegavano personalmente Trump a Epstein nel 2003.
La crisi di fiducia e le sue radici storiche
Gli americani sono convinti che il governo stia nascondendo dettagli sui clienti di Epstein. Un sondaggio Reuters-Ipsos mostra che il 69% di loro ritiene che le autorità stiano nascondendo informazioni chiave sul caso. Solo il 3% è soddisfatto delle informazioni ufficiali diffuse.
D'altro canto, il Dipartimento di Giustizia ha valide ragioni per non divulgare informazioni investigative non elaborate, per evitare di danneggiare testimoni o vittime innocenti. Tuttavia, questa situazione è stata aggravata dalla stessa amministrazione Trump, che ha alimentato teorie del complotto su Epstein dal 2019.
Gli americani hanno ragione di essere scettici. Dai Pentagon Papers allo scandalo Watergate, fino alle false giustificazioni per la guerra in Iraq, le élite hanno fallito clamorosamente nel distruggere la fiducia dei cittadini.
Nel 2020, 51 ex funzionari dell'intelligence hanno gravemente danneggiato la propria credibilità affermando falsamente che il laptop di Hunter Biden fosse un'operazione russa, quando in realtà si è rivelato autentico.
In questo clima, le teorie del complotto continuano a prosperare, alimentate dai ripetuti errori dello Stato e dal rafforzamento politico che viene loro conferito.
La principale sfida a lungo termine per il governo statunitense rimane quella di ripristinare la fiducia dei cittadini. Ma attualmente, molti funzionari continuano a eroderla ulteriormente. / Opuscolo
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