Nello Trocchian ha indagato sui clan romani, in particolare sul clan Casamonica, sulla mafia albanese, sull'infiltrazione della mafia nei comuni italiani e sul lungo periodo di latitanza di Matteo Messina Denaro.
Il Ministero dell'Interno italiano ha disposto la protezione diurna della polizia per il giornalista investigativo Nello Trocchia, a seguito di numerose minacce legate al suo lavoro sulla criminalità organizzata, il traffico internazionale di droga e i legami tra mafia e politica.
La decisione è stata presa a seguito delle valutazioni delle autorità di sicurezza e delle segnalazioni ricevute dalla Direzione Antimafia del Distretto di Roma, che seguiva il caso data la natura delle minacce e le persone coinvolte.
Trocchia, giornalista napoletano e autore di numerose inchieste sulla mafia italiana e sui gruppi criminali albanesi, è recentemente tornato alla ribalta dopo la pubblicazione di alcuni estratti del suo libro "Invincibili. La mafia albanese da Roma alla conquista del mondo", che tratta delle reti di narcotraffico e dei rapporti tra criminalità organizzata e politica.
In interviste rilasciate ai media albanesi e italiani, Trocchia ha parlato anche di un incontro tenutosi ad Aruba nel 2019, al quale, secondo documenti citati nelle indagini antimafia, si sospetta abbiano partecipato esponenti di gruppi criminali albanesi e persone legate al governo albanese.
Secondo il giornalista, le intercettazioni telefoniche e i documenti investigativi menzionano "figure di alto livello" del governo di Edi Rama, mentre ha affermato che la Direzione Antimafia ha confermato l'esistenza di un incontro nei Caraibi "tra Shehu e i suoi collaboratori con figure non specificate dell'attuale governo".
"Esistono intercettazioni telefoniche in cui si parla di persone di alto livello all'interno del governo di Edi Rama", ha dichiarato Trocchia in un'intervista, aggiungendo che spetta alle istituzioni chiarire l'identità e il ruolo delle persone coinvolte.
Il giornalista italiano si è occupato con costanza anche del tema della corruzione e dell'influenza della mafia albanese sull'economia e sulla politica del paese. Nel suo libro, include interviste a ex magistrati e investigatori antimafia italiani, che parlano dei legami tra corruzione, istituzioni e potere delle organizzazioni criminali in Albania.
Secondo i media italiani, tra gli episodi che hanno spinto le autorità ad adottare misure di protezione nei confronti di Trocchia figurano minacce provenienti da ambienti criminali e ultras. Uno dei nomi citati è quello di Walter Domizi, noto nella malavita romana con il soprannome di "Gattino", già condannato per traffico di droga e coinvolto in indagini sul narcotraffico internazionale.
Il fascicolo menziona anche Antonio Prestia, considerato dagli inquirenti una persona vicina al clan Guarnera e sospettato di aver esercitato pressioni sul giornalista a causa del suo lavoro investigativo.
Il caso ha portato alla ribalta la questione della sicurezza dei giornalisti investigativi in Italia, in particolare di coloro che si occupano di mafia e delle reti internazionali di narcotraffico.
A seguito della decisione del Ministero dell'Interno italiano, Nello Trocchia ha ringraziato le istituzioni per il loro sostegno e ha dichiarato che proseguirà il suo lavoro.
«Le istituzioni hanno deciso di aumentare il livello di protezione nei miei confronti assegnandomi una guardia del corpo. Ringrazio chi si è preso cura della mia sicurezza», ha commentato Trocchia a Il Domani, aggiungendo: «Sento semplicemente un rinnovato senso di responsabilità che deve accompagnare la mia professione. Continuerò a raccontare storie e territori saccheggiati dalle forze criminali, una città, la capitale del nostro Paese, che è diventata un centro del narcotraffico. Ringrazio il mio giornale, le persone che sostengono il mio lavoro, i miei cari, i colleghi che mi hanno espresso il loro sostegno».
Keta bythqiret me vath ne vesh pasardhes kopila afro-aziatike te perandoorise Romake, pse nuk shkruajte e flasin per demet qe i bene Ilireve, Shqiperise, qe i terrorizuan me shekuj me mafien e tyre shteterore por llamatisin per ca gangushe me coraope leshi? Po ne vitet 1990 qe i mbysnin ne det ne brigjet e Italise refugjatet e mjere? Hajde pirdhuni. Dhe sot pensionistet Italiane na vijne ne Shqiperi e na gezojne pensionin e Italise e qetesine e Shqiperise. Me bythqire jane shteti yne bashke me mediat qe nuk ua perplasin fytyres te vertetat e i lejojne te na marrin neper goje e na poshterojne me zanatin qe ua dhane vete Shqiptareve. Keta muter akoma enderrojne te bejne ish perandorine Romake, ashtu si Turqit Otomanizmin, e lista e ketyre muterve te Europes nuk mbaron. Kur kam shkuar ne Itali per here te pare u tromaksa nga ngjyra e surratit te tyre te erret si greket. Duke iu referuar punonjesve te RAI qe jane simpatike e bardhoshe, kisha tjeter mendje per jevgjit italiane. A e kini vere re kete fenomen o idiote Shqipetare koketrashe!?