TAGS-AT E JAVËS

Rajoni dhe Bota15 Shkurt 2026, 22:10

L'Europa delle opportunità è nata a Monaco

Shkruar nga Pamfleti
L'Europa delle opportunità è nata a Monaco
Sir Keir Starmer della Gran Bretagna, Emmanuel Macron della Francia e Friedrich Merz della Germania

Le illusioni di assi di leadership forti, come quello franco-tedesco, sono svanite. Al loro posto sta emergendo un modello flessibile di cooperazione, in cui gli Stati si impegnano secondo interessi e obiettivi comuni...

La Conferenza sulla sicurezza di Monaco e gli incontri di Bruxelles hanno dimostrato che le relazioni tra Europa e Stati Uniti stanno entrando in una nuova fase. Secondo l'Ambasciatore ed ex Segretario Generale del Ministero degli Esteri italiano Giampiero Massolo, l'Europa rimane dipendente dagli Stati Uniti per la sicurezza, ma sta valutando più seriamente la possibilità di una maggiore autonomia in materia di difesa e sicurezza.

In un'intervista all'HuffPost, Massolo ha affermato che il messaggio americano a Monaco è stato chiaro. Dopo i toni duri di un anno fa, i rappresentanti di Washington hanno ribadito, in modo più diplomatico, che l'attuale amministrazione guarda con scetticismo ai valori che l'Europa considera fondamento del progetto occidentale. In sostanza, gli Stati Uniti stanno cercando di rivedere la base ideologica comune che ha sostenuto l'alleanza transatlantica. Se questo non si ottiene attraverso la comprensione, Washington perseguirà le proprie priorità.

La risposta europea, secondo Massolo, è stata equilibrata. Leader come Friedrich Merz, Emmanuel Macron, Keir Starmer e Kaja Kallas hanno ribadito che i sistemi costituzionali europei non consentiranno deviazioni dai principi fondamentali su cui si fondano le democrazie del continente. Allo stesso tempo, hanno evitato un'escalation ideologica, consapevoli che uno scontro aperto con gli Stati Uniti avrebbe ulteriormente indebolito l'unità occidentale e aggravato le divisioni all'interno della stessa Unione Europea.

Da questi sviluppi emerge quella che Massolo chiama "l'Europa del possibile". Un'Europa che riconosce i propri limiti: processi decisionali complessi, la continua dipendenza dagli Stati Uniti per la difesa, la mancanza di strumenti pienamente consolidati e la riluttanza ad assumere posizioni autonome nei confronti di attori come la Cina. Le illusioni di assi di leadership forti, come quello franco-tedesco, sono svanite. Al loro posto, sta emergendo un modello flessibile di cooperazione, in cui gli Stati si impegnano secondo interessi e obiettivi comuni.

Questo modello si avvicina al concetto di un'Europa a "geometria variabile". Nel campo della difesa e della sicurezza, ciò significa che i paesi che lo desiderano possono procedere con iniziative congiunte, mentre altri possono aderire in un secondo momento. Massolo collega questo approccio al modello dei "volontà" a sostegno dell'Ucraina e all'idea di rafforzare il pilastro europeo all'interno della NATO. Sottolinea che non esiste un'alternativa credibile alla NATO; di conseguenza, qualsiasi tentativo di autonomia deve essere sviluppato in questo quadro.

Il dibattito su una dimensione europea della deterrenza nucleare rappresenta un nuovo passo in questa direzione. Il presidente francese Emmanuel Macron ha proposto di discutere l'ampliamento del ruolo della forza nucleare francese in un contesto europeo, mentre il primo ministro britannico Keir Starmer ha manifestato la propria disponibilità al dialogo. Massolo ritiene che questo momento sia opportuno, soprattutto in un clima in cui le garanzie americane, inclusi i riferimenti all'articolo 5 della NATO, sono percepite come meno indiscutibili che in passato.

Tuttavia, sottolinea i limiti pratici e politici di questo dibattito. La forza nucleare francese non è integrata nella NATO, mentre quella britannica sì. La chiave per l'uso delle armi nucleari rimane una competenza nazionale, il che rende qualsiasi schema congiunto sensibile alla sovranità. I ​​primi passi, afferma, dovrebbero concentrarsi sul coordinamento in caso di minacce esistenziali per l'Europa, pur preservando il principio del controllo nazionale.

Per quanto riguarda l'Ucraina, Massolo osserva che gli Stati Uniti si considerano un mediatore tra Mosca e Kiev e percepiscono gli europei come sbilanciati a favore dell'Ucraina. Questo approccio conferisce all'Europa un peso politico in quanto principale sostenitore di Kiev, ma allo stesso tempo la colloca al di fuori del centro dei negoziati. Secondo Massolo, l'esito della guerra e l'architettura di sicurezza che ne consegue determineranno la direzione futura del dibattito europeo sulla difesa.

In questo contesto, la posizione italiana, definita dal Ministro Guido Crosetto come realistica e cauta, si fonda su due pilastri: mantenere l'impegno degli Stati Uniti in Europa e rafforzare gradualmente l'autonomia europea. Massolo stima che, nel prossimo futuro, l'Europa non possa offrire un deterrente credibile alla Russia senza il sostegno americano. Tuttavia, avverte che se il distanziamento americano dovesse accentuarsi, i Paesi europei si troveranno ad affrontare decisioni più difficili.

L'analisi di Massolo presenta un'Europa più pragmatica, più consapevole dei propri limiti e della necessità di agire. Non mira a sostituire gli Stati Uniti, ma a ridurre la propria dipendenza da essi. Secondo lui, i recenti segnali provenienti da Bruxelles e Monaco di Baviera dimostrano che il continente ha iniziato ad assumersi seriamente questa responsabilità. Il momento delle decisioni definitive potrebbe non essere ancora arrivato, ma la preparazione è già iniziata.

europa mundësive

Lini një Përgjigje