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Aktualitet21 Maj 2026, 12:30

Allarmante rapporto antimafia italiano: come mai l'operazione 41/bis ha fallito nel tentativo di screditare i boss della criminalità organizzata in Albania?

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A quanto pare, questi rapporti sono giunti in Albania, ma sono stati inviati anche a Bruxelles. Lì, proprio per la questione del passaggio di consegne all'IBAR, il governo di Edi Rama verrà punito per l'ipocrisia dimostrata nei confronti della criminalità organizzata.

Allarmante rapporto antimafia italiano: come mai l'operazione 41/bis ha
Il rapporto sul fallimento dell'operazione 41/bis nel calcolo dei dati sulla criminalità in Albania.

Un recente rapporto delle autorità italiane sulla cooperazione con l'Albania nella lotta contro la criminalità organizzata solleva preoccupazioni circa il trasferimento di prigionieri albanesi dall'Italia al nostro Paese.

L'Italia ha un numero impressionante di prigionieri albanesi: oltre 12.000 persone, una cifra che la colloca al secondo posto nella classifica generale. Dopotutto, i primati spettano ai marocchini che, oltre ad essere una popolazione più numerosa con circa 40 milioni di abitanti, sono emigrati in Italia molto prima di noi. Ma il numero di prigionieri provenienti dal Marocco non supera le 1.000 persone, bensì le 13.000.

Il sovraffollamento delle carceri italiane da parte di cittadini albanesi, oltre al problema delle difficoltà di gestione, ha sollevato anche una questione relativa alle indagini penali.

Poiché la stragrande maggioranza dei condannati o detenuti albanesi è per reati legati alla criminalità organizzata, principalmente traffico di droga al servizio di gruppi mafiosi strutturati.

Il problema principale è la continuazione dell'attività di questi detenuti, anche al di fuori del carcere, per proseguire le attività criminali. L'idea delle autorità governative italiane, principalmente del Ministero della Giustizia, è stata quella di trasferire una parte dei detenuti problematici nei centri di Gjadri.

Ma un rapporto dell'Antimafia italiana ha rivelato che non vi è alcuna fiducia nel fatto che questa diversa situazione dei boss del crimine albanesi ridurrà la loro attività di evasione dalle carceri.

Analizzando la situazione, sottolineano che inizialmente, 4 anni fa, le autorità albanesi avevano suscitato speranze con l'attuazione dell'articolo 41/bis. Ovvero, creando nelle cellule le condizioni per impedire ai boss mafiosi di connettersi e agire con i loro collaboratori all'estero.

Ma, come affermato nel rapporto, l'attuazione dell'articolo 41/bis è fallita completamente, poiché nessuno dei condannati per crimini organizzati, pur essendo stati sottoposti a detenzione in carcere, è più libero di prima di dedicarsi ad attività criminali.

Le autorità italiane preposte alle indagini sulla criminalità organizzata sottolineano che persino importanti agenzie europee, così come gli Stati Uniti, sconsigliano il trasferimento di detenuti in Albania.

Anche l'esperimento britannico, più politico e sostenuto dai conservatori, di trasferire i prigionieri in Albania, è fallito. Ciò è dovuto al potere finanziario dei boss della criminalità organizzata che, tramite i loro avvocati, conducono una battaglia all'interno del sistema per rimanere in Gran Bretagna.

Nicola Gratteri, uno dei più noti procuratori nella lotta alla mafia in Italia, che si è occupato principalmente della 'Ndrangheta calabrese, sottolinea come la mafia albanese sia un'arma contrattuale dei calabresi per la distribuzione di cocaina dall'America Latina all'Europa. Questo conferisce a questo grande esercito, che conta 13.000 detenuti solo in Italia, un enorme potere di investire somme ingenti e di mantenere il proprio controllo sul territorio.

Gratteri ritiene che i gruppi mafiosi albanesi, come tutti i gruppi criminali globali, si sentano più sicuri nel proprio territorio, dove, oltre a essere meglio protetti, conoscono le persone e sviluppano attività che consentono loro di riciclare denaro proveniente da attività criminali e di creare un ambiente che consolida il potere, sia in politica, sia nel mercato dei media o nella società.

Il regime 41/bis ebbe successo in Italia, dopo aver bloccato i boss della Cosa Nostra siciliana, della Camorra napoletana e persino della 'Ndrangheta calabrese, impedendo loro di proseguire le proprie attività dalle loro cellule. Ciò ridusse significativamente l'attività aggressiva di queste organizzazioni sul territorio, diminuendo la violenza e infondendo speranza tra la popolazione, che temeva la criminalità.

Mentre nel caso dell'Albania, il regime 41/bis è considerato un fallimento non per ragioni pratiche, ma perché finora è rimasto solo sulla carta. Si apprende che queste informazioni sono giunte in Albania, ma sono state inviate anche a Bruxelles. Proprio per la questione del passaggio dell'IBAR, il governo di Edi Rama sarà punito per l'ipocrisia riguardo al suo comportamento nei confronti della criminalità organizzata./ Opuscolo

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1 Komente

  1. T
    Tony

    Na moren jeten keta pisa injorante maloke barbare. Na kane nxjerre nje nam te keq sa eshte shume e veshtire per Shqiptaret te punesohen edhe kur jane diplomuar me rezultate te shkelqyera.

    Lini një Përgjigje