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Rajoni dhe Bota 2 Shkurt 2026, 10:27

Il Montenegro "invaso" da relazioni sessuali, Corte della Vergogna: Candidati intrappolati nella rete di ricatti e sesso

Shkruar nga Diplomatico | Pamfleti.net
Il Montenegro "invaso" da relazioni sessuali, Corte della Vergogna:
Mirjana Pajković e Dejan Vukšić /

Uno scandalo dai contenuti espliciti colpisce il sistema giudiziario; candidato ed ex capo dei servizi segreti sotto inchiesta...

Il Montenegro è l'epicentro di uno degli scandali più gravi e delicati degli ultimi anni, in cui si intrecciano sesso, politica e giustizia.

Una vicenda dai contenuti espliciti ha coinvolto due noti personaggi pubblici: Mirjana Pajković, ex procuratore e candidata alla Corte costituzionale, e Dejan Vukšić, ex capo dell'Agenzia per la sicurezza nazionale, che hanno denunciato pubblicamente la fragilità delle istituzioni e le crepe nel sistema giudiziario del Paese.

Secondo la Procura di Podgorica, le indagini sono state aperte in seguito ai fatti accaduti nell'ottobre 2024, quando Pajković avrebbe preso il telefono personale di Vukšić senza permesso e distribuito materiale intimo da esso, con l'obiettivo di esercitare pressioni e costringerlo a ritirarsi dalla sua candidatura alla Corte costituzionale.

Allo stesso tempo, lo stesso Pajković ha citato in giudizio Vukšić per minacce, ricatti e abuso d'ufficio, sostenendo di essere vittima di uno scenario politico orchestrato dalle vecchie strutture di sicurezza.

L'accusa ha avviato due procedimenti penali distinti, indagando entrambe le parti per una serie di reati, tra cui ricatto, minacce, violazione della privacy e utilizzo di materiale esplicito a fini politici. Entrambe sono state convocate a comparire come persone sotto inchiesta penale. Non si tratta solo di un caso di esposizione pubblica di vite private, ma di una chiara indicazione della lotta interna per il controllo delle istituzioni chiave in Montenegro.

Dietro questa vicenda si cela una lotta silenziosa per accaparrarsi la Corte costituzionale e un tentativo di escludere candidati inadatti o indesiderati dalle vecchie e nuove strutture di potere.

La vicenda ha suscitato una forte risonanza nell'opinione pubblica, con reazioni contrastanti. La maggior parte della classe politica ha scelto di rimanere in silenzio, mentre la società civile e i social network sono esplosi con accuse e richieste di piena trasparenza. Con l'hashtag #AferaPajković che circola rapidamente, i cittadini chiedono le dimissioni e l'immediata pulizia delle istituzioni da parte degli individui coinvolti in tali scandali.

In un Paese che aspira a integrarsi nell'Unione Europea, ma che è ancora alle prese con la pesante eredità dell'auto-sovranizzazione dello Stato e della mancanza di responsabilità, questo caso rappresenta una cartina di tornasole per il sistema giudiziario. Se questo scandalo verrà davvero indagato o archiviato come tanti altri prima di esso, sarà la prova più importante della credibilità delle istituzioni e della speranza che il Montenegro possa un giorno emergere dalla sua infinita transizione politica e morale./ Opuscolo

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