L'uomo arrestato è considerato uno dei membri più importanti del "supercartello dei Balcani", come lo definisce Europol.
Haris Monic, originario di Rozaje, era uno dei membri più importanti del "supercartello dei Balcani", come lo definisce Europol, un'organizzazione criminale internazionale sospettata di organizzare il trasporto di tonnellate di cocaina dal Sud America verso numerosi porti europei.
I membri di questo gruppo criminale organizzato coordinano da anni il contrabbando di cocaina dall'Ecuador, dal Perù, dal Cile e dalla Colombia, oltre a supervisionare e organizzare le rotte verso i porti dei Paesi Bassi, della Spagna, dell'Italia e di altri paesi.
Secondo informazioni non ufficiali provenienti da diverse fonti coinvolte nell'indagine, agenti dei servizi segreti e membri del Dipartimento di Polizia Speciale (SPO) avrebbero tenuto Monic sotto sorveglianza per giorni, scambiando contemporaneamente informazioni con i servizi partner internazionali.
Domenica, gli agenti della SPO hanno arrestato il residente di Rozhaja, in possesso di passaporto montenegrino e olandese, mentre ieri, intorno alle 15:00, è stato condotto per essere interrogato presso la Procura Speciale di Stato (SDT).
Dopo l'interrogatorio, Monic è stato posto in stato di fermo dalla procura.
"Su ordine della Procura Speciale di Stato, il Dipartimento Speciale di Polizia, in collaborazione con l'Agenzia per la Sicurezza Nazionale, ha arrestato HM, cittadino del Montenegro e dei Paesi Bassi, a Rožaje, a causa di fondati sospetti che avesse commesso il reato di creazione di un'organizzazione criminale e diversi reati relativi alla produzione, al possesso e alla distribuzione non autorizzati di stupefacenti a livello internazionale", si legge nel comunicato del Dipartimento Speciale di Polizia.
A causa del sospetto che fosse stato una figura importante nel traffico internazionale di cocaina per anni, i Paesi Bassi avevano emesso un mandato di arresto internazionale nei suoi confronti tramite l'Interpol.
Oltre ai Paesi Bassi, come appreso da Vijesti, anche diverse altre forze di polizia europee avevano mostrato interesse per Monic attraverso i canali dell'Interpol.
Monic è sospettato di aver avuto legami con diversi importanti criminali provenienti dall'ex Jugoslavia, principalmente dalla Bosnia-Erzegovina, durante il suo soggiorno nei Paesi Bassi, e di aver organizzato il contrabbando di tonnellate di cocaina dai Paesi Bassi.
Nel corso delle indagini condotte dalla Procura Speciale e dalla SPO, secondo fonti del giornale, gli inquirenti dovrebbero fornire informazioni su diversi altri trasporti transoceanici, nella cui organizzazione si sospetta abbia partecipato Monic.
Il nome di Haris Monic compare anche nell'elenco dei proprietari di aziende nei Paesi Bassi.
L'imputato Haris Monic, alla fine dello scorso anno, è diventato proprietario della società "Growmax" in Montenegro, iscritta nel Registro Centrale delle Entità Economiche per la costruzione di edifici residenziali e commerciali.
La società è stata fondata il 26 novembre 2025, con sede a Luzhnica, e Monic ne risulta proprietario e amministratore. La sua azienda non ha presentato alcun bilancio per l'anno appena trascorso.
Forti legami con il Sud America
In una dichiarazione di Europol del 2023 si afferma che il supercartello, i cui principali esponenti provengono dai Balcani, ha avuto un ruolo importante nel traffico internazionale di cocaina, oltre a forti legami con organizzazioni criminali in Sud America ed Europa, che gli hanno permesso di controllare fino a un terzo di tale attività in Europa.
Il potere di questo supercartello, di cui si sospetta facesse parte Monic, è ben illustrato dai dati della polizia olandese, secondo i quali il gruppo ha controllato per anni una parte consistente del mercato europeo della droga e l'importazione di circa un terzo della cocaina proveniente dall'America Latina.
Europol sostiene che il cartello si sia rafforzato grazie a numerose alleanze e a una vasta rete di traffico con potenti signori della droga provenienti da Marocco, Irlanda e Italia. Secondo Europol, il "supercartello dei Balcani" ha ridotto le sue attività dopo il 2023, in seguito all'arresto di diverse figure chiave, che ha costretto i membri del gruppo a ridimensionare le proprie attività e a dividersi in fazioni più piccole.
Secondo Europol, entro il 2020 i membri dei cartelli, come molti gruppi criminali in tutto il mondo, utilizzavano l'applicazione crittografata Sky ECC per comunicare e coordinare le attività di traffico di droga. /Adattato da un opuscolo /
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